Tarquinia. Rilasciato dal MIBACT il nulla osta per installare un ascensore a palazzo Vipereschi

4 gennaio 2014

«Il rilascio del nulla osta da parte del MIBACT (Ministero dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo) ha concluso l’iter burocratico per l’installazione di un ascensore a palazzo Vipereschi. Ciò permetterà di abbattere le barriere architettoniche e di rendere accessibile l’edificio a tutti». Lo annuncia l’assessore al patrimonio Alberto Blasi. «Ora daremo via al bando per l’esecuzione dei lavori. – aggiunge – Un traguardo molto importante voluto da tutto il consiglio dell’Università Agraria. Doveroso un ringraziamento al progettista, il giovane architetto Lorenzo Elisei, e agli uffici dell’Ente che hanno portato avanti la procedura. Nel bando sarà fondamentale la comprovata esperienza, nell’ambito del restauro dei monumenti, della società che vincerà l’appalto». Entusiasta il consigliere Marco Gentili: «Dicono che per scalare le montagne occorra l’attrezzatura giusta. Per amministrare realtà pubbliche, c’è ugualmente bisogno di essere fisicamente presenti negli uffici operativi. Cosa non scontata per chi è portatore di alcuni disagi fisici. Mi rende felice l’idea di poter presto accedere nelle stanze di palazzo Vipereschi. Riflettendo su tutto l’iter procedurale delineatosi fino ad oggi, non dimentico l’iniziale tentativo di contattare l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, per ottenere i finanziamenti destinati alle opere in favore dell’accessibilità alle strutture pubbliche, senza mai ricevere risposta; lo sforzo del consiglio di amministrazione di condividere unitariamente il problema; la capacità dell’amministrazione dell’Università Agraria di reperire comunque le risorse economiche e farsi carico della progettazione e della realizzazione dell’ascensore. Io non porto rancore e all’inaugurazione inviterò anche chi dalle feste in maschera si è poi ritrovata a Montecitorio. Spero solo non venga usando l’elicottero. Questa è la prova che i politici non sono tutti uguali: c’è chi spreca e chi pensa ai problemi dei cittadini».

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