Tarquinia, il sindaco Mazzola: “«I cittadini sono stanchi dell’ingovernabilità. Parolacce e insulti non servono al Paese per uscire dalla crisi»

2 marzo 2013

«Beppe Grillo la smetta di fare il comico e si assuma la responsabilità che milioni di cittadini gli hanno affidato. Lo pretende un Paese dove chiudono le fabbriche e gli ospedali, falliscono le imprese e dove per i giovani non esiste una prospettiva di futuro». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, rivolgendosi al leader del M5S. «Se non è in grado di affrontare il compito, lo dica chiaramente invece di tergiversare e continuare il suo personale teatrino fatto di parolacce e insulti. – prosegue – L’Italia è allo sbando e non può permettersi di continuare ad avere questo stallo politico. Sono sindaco di una città di 17 mila abitanti, in provincia di Viterbo sulla fascia costiera tirrenica, ed esponente del Partito Democratico che guadagna 2100 euro al mese netti senza tredicesima, pur avendo molte responsabilità. Guido un’Amministrazione sobria, onesta e
trasparente che ha drasticamente ridotto i costi, non prende i rimborsi spese e affronta ogni giorno tantissime questioni. Ascolto da giorni le assurde prese di posizione di Grillo. L’unica proposta fatta ripetuta come una cantilena è la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali e dei parlamentari. Questo è un problema ma non è quello centrale. Il problema vero è che l’Italia è in crisi e non ha un Governo. Grillo la deve finire di fare il comico. Deve capire che il tempo di giocare è finito. Deve prendersi le sue responsabilità. Deve sbloccare questa fase di stasi, altrimenti torni a fare avanspettacolo. Sono i cittadini che lo chiedono. Quei cittadini che ogni giorno incontro perché non hanno lavoro o perché non riescono ad arrivare alla fine del mese. Invito tutti i mei colleghi, di ogni forza politica, a protestare con forza e con ogni mezzo. Sono pronto a organizzare con loro manifestazioni eclatanti. Noi siamo in prima linea nel dare risposte ai cittadini. Grillo è invece
chiuso nella sua villa dorata, da cui lancia strali a tutti coloro che “osano” avere un’opinione differente”».

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