Sondaggio: i dati

11 Ottobre 2018

Grasso sfiora il 30%, bassa la Lega, male Cozzolino

Sondaggio, si era detto. Ebbene, un sondaggio c’è. Circola nei “laboratori politici” e, per quanto è nel centrodestra che si è indicato come possibile strumento di uscita dal vicolo cieco in cui ci si sta cacciando, spaventa tanti attori.
Ebbene, l’analisi demoscopica del caso è stata effettuata dalla Sat, nel periodo compreso tra il 22 e il 23 settembre, su individui maggiorenni residenti a Civitavecchia. Ne sono stati intervistati, con modalità face to face, 386: il campione è stato “stratificato e casuale, selezionato in base a quote per sesso, età, titolo di studio”, spiegano gli addetti.
Tuttavia, andiamo al sodo: tema del sondaggio erano naturalmente le intenzioni di voto, al momento, dell’elettorato civitavecchiese. Con particolare riferimento sia all’area politica che al nome sul quale il gradimento potrebbe concentrarsi. È quel che ne emerge è un quadro, guarda caso, estremamente disgregato. Con un dato che balza agli occhi: con quelle percentuali, il ballottaggio è praticamente cosa certa ma nessuno si avvicinerebbe neanche lontanamente al bersaglio.
Chiaramente, però, la fotografia scattata a fine settembre serve per rendersi conto di quali debbano essere le direttrici lungo le quali uno schieramento politico dovrebbe orientarsi, se vuole pesare. È il caso di centrodestra e centrosinistra, considerando il Movimento 5 stelle come impermeabile ad accordi anche con movimenti civici.
A centrosinistra la questione rischia di farsi estremamente complessa, laddove il Pd è accreditato di un consenso in netto calo (come d’altronde ovunque in Italia) e ancora in vantaggio, seppure marginale, su un ipotetico nome della sinistra raccolta attorno all’associazione Onda popolare. Mettersi d’accordo se si parte da basi identiche dovrebbe essere facile o difficile? Vedremo come andrà nei prossimi mesi, il cantiere come sempre è aperto. Ma una cosa è certa: c’è da recuperare tanto terreno, anche se fosse solo per partecipare al secondo turno.
E nel centrodestra? Qui, stando ai numeri del sondaggio, gli equilibri sembrano decisamente rotti. Massimiliano Grasso, che è sceso in campo a luglio da candidato sindaco in maniera ufficiale e con il sostegno di Forza Italia e Fdi, oltre che della lista La Svolta, è anzi il più quotato in assoluto, con punte che, nell’analisi ponderata delle risposte, sfiorano il 30% dei consensi. Una candidatura di Alessandro D’Amico sotto la bandiera della Lega, invece, si fermerebbe tra il 10 e il 15% totale. Tantissimo, considerando il fatto che il partito sarebbe sostanzialmente alla prima uscita sul territorio, ma non abbastanza dal mostrare proprio quel radicamento su un territorio che dovrebbe fornire l’arma in più. La strada pare insomma segnata, anzi un centrodestra unito sarebbe l’avversario più difficile da battere.
Anche perché l’inconsistenza amministrativa dei 5 stelle si riflette in quella elettorale. Solo un elettore su quattro si è detto infatti convinto dal lavoro svolto da Cozzolino e dai suoi. Altri spunti arrivano poi dal profilo di sindaco che si vorrebbe. La personalità e la competenza dei candidati che si presenteranno prevale nettamente sulla coalizione e i partiti di appartenenza.
I numeri sui quali ragionare insomma ci sono. Occorre vedere fino a che punto si spingerà la capacità, e l’intenzione, di ragionare.

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