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CODICI. Sentenza Acqua Civitavecchia: Quali conseguenze?

20 maggio 2017

“Iniziamo il nostro commento alla Sentenza sull’Acqua sgombrando il campo da eventuali posizioni da “tifoseria” in merito alla situazione di Civitavecchia, sottolineando il vero motivo per cui l’Acqua verrà gestita da Acea, e proprio per non dare adito a polemiche riportiamo le parole esatte del Giudice tratte dalla Sentenza:

•l’affidamento ad ACEA ATO 2 s.p.a. del servizio idrico integrato dell’ATO 2 … è disciplinato dalla Convenzione di gestione ;sottoscritta il 6 agosto 2002
•I Comuni appellanti (quindi anche Civitavecchia N.d.R.) sono tutti componenti dell’Autorità d’ambito ATO 2, avendo sottoscritto la Convenzione di cooperazione con cui tale Autorità fu istituita nel 1997, con conseguente obbligo, ai sensi della normativa predetta, di conferimento delle infrastrutture;
•l’affidamento in house ad ACEA ATO 2 s.p.a., di cui si è detto, è stato adottato anche dagli odierni appellanti (Civitavecchia inclusa N.d.R.) e non è mai stato oggetto di contestazione, né è stato mai impugnato;

In sintesi il Comune di Civitavecchia ha aderito nel 2002 ad una convenzione che prevede l’affidamento della gestione ad ACEA e nessuna Giunta, inclusa quella a 5 Stelle, ha mai chiesto di uscire dall’ATO e quindi dalla convenzione.

In pratica, mentre da un lato si firma un contratto (la convenzione) dall’altro si pretende di non rispettarlo, ma non si fa nulla per annullarlo. L’Ovvio risultato? L’Acqua passa ad ACEA come il Comune ha chiesto nel 2002 e mai rinnegato.

Detto questo l’Acqua è passata ad ACEA? Dipende! Non è questa la prima Sentenza che impone il passaggio ma, fino ad oggi, il Comune non ha mai conferito le reti imponendo ai Cittadini spese non dovute per la quasi inesistente manutenzione delle reti (che deve fare ACEA se vengono conferite) ed ulteriori spese per continue azioni legali che, senza il necessario passaggio dell’uscita dall’ATO e del rinnego della convenzione, ovviamente non potevano trovare accoglimento.

Questo è quello che succede quando la competenza necessaria si acquisisce su Facebook e non si studiando gli atti. Continuerà il Comune a far spendere soldi ai Cittadini in inutili azioni legali? Deciderà di assumersi la responsabilità di stralciare la convenzione, pagando ovviamente i danni connessi? Questa è decisione politica e ai politici la lasciamo, ma è ovvio che se le decisioni prese comporteranno spese inutili per i Cittadini, il CODICI sarà, come sempre, dal lato della tutela del Consumatore.

Ipotizziamo che l’attuale Giunta decida di approfondire e finalmente rinunci ad intraprendere ulteriori azioni inutili nel tentativo di far ricadere su altri le responsabilità che sono proprie della politica locale, e che l’Acqua transiti sotto la gestione ACEA. Cosa cambia per i Cittadini?

Prima di tutto si applicherà anche a Civitavecchia la Carta dei Servizi di ACEA ATO2 che invitiamo tutti a leggere e che prevede, ad esempio, in caso di mancanza d’Acqua, un primo intervento entro un tempo massimo di 8 ore, e, nel caso di guasto a tubazione interrata, un intervento in massimo 72 ore. Ad oggi nel Comune di Civitavecchia queste tempistiche sono pura utopia.

E se ACEA non rispetta questa tempistica? Innanzi tutto è tenuta a corrispondere un indennizzo automatico (non serve fare richiesta) pari a 30 euro per ogni superamento dei tempi, secondo poi il Cittadino ha diritto a presentare un reclamo formale a cui Acea è tenuta a rispondere, ed in caso il Cittadino non risolvesse in proprio, il CODICI di Via Bramante è già pronto e disponibile, facendolo già anni a favore degli altri Cittadini del Comprensorio già gestiti da ACEA, ad assistere l’utenza per ottenere il rispetto dei propri diritti, utilizzando gli strumenti propri dell’Associazione e senza bisogno di ricorrere a Giudici e Avvocati.

Nell’attuale gestione comunale, per evitare che un pensionato continuasse a pagare l’Acqua consumata da chi gli aveva occupato abusivamente la casa, abbiamo dovuto citare il Comune in Giudizio e siamo ancora in attesa di poter dibattere la prima udienza. L’alternativa era chiedere l’interessamento a qualche politico, ma ovviamente non è questa la strada che il Cittadino deve percorrere per ottenere il rispetto dei propri diritti.

Le risposte, invece, alle fantasiose teorie sulla privatizzazione dell’Acqua e sul fatto che, dopo la sentenza, “comanda ACEA”, le lasciamo a Luigi Gabriele, del CODICI Nazionale, ed al suo corso sul Servizio Idrico che abbiamo pubblicato sul nostro sito consumatori.org, e di cui consigliamo la visione soprattutto ai Cittadini, in modo che nessuno possa più confonderli con false informazioni.

I politici il funzionamento dell’Idrico dovrebbero già conoscerlo, ma da alcune dichiarazioni lette pensiamo che un ripasso non faccia male neanche a loro.

Sul piano generale rileviamo inoltre come il servizio idrico sia citato anche tra i servizi oggetto di offerta da parte della NewCo C.S.P. e, forse, i proventi della gestione e il valore dei materiali connessi all’idrico sono entrati a far parte del piano di salvataggio. Se così fosse, ci chiediamo e chiediamo, il piano di salvataggio è tutto da rifare? Il Comune chiarisca.

Detto questo il CODICI torna, come da anni, ad assistere i Cittadini nei mille problemi di tutti i giorni con bollette telefoniche, dell’energia e del gas, e lascia alla politica, come da dovere, ogni scelta con l’auspicio che superi le mere posizioni ideologiche e segua, finalmente, il vero interesse dei Cittadini”.

 

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