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Semi di Pace, una giornata per non dimenticare

30 Set 2016

Alla Cittadella di Semi di Pace si è svolta la cerimonia di messa a dimora degli allori del “Labirinto della Memoria”.

Una giornata per non dimenticare e per guardare al futuro, perché quello che è successo nel passato non si ripeta. È stato tutto questo la cerimonia di messa a dimora degli allori del “Labirinto della Memoria” che si è tenuta il 29 settembre alla Cittadella (Tarquinia), sede di Semi di Pace.  Ad aprire l’evento il minuto di raccoglimento per ricordare Shimon Peres. Poi, il presidente di Semi di Pace Luca Bondi ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa e cosa significhi per l’associazione il progetto “Labirinto della Memoria”. Parole di profondo apprezzamento sono state espresse da parte dell’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Oren David. Elisa Guida, del DISTU dell’Università della Tuscia, gli studenti e i docenti della VA geometri dell’IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, hanno illustrato tutti gli aspetti del progetto “Labirinto della Memoria”. Lello Dell’Ariccia, romano scampato alle deportazioni naziste, ha portato la sua testimonianza a un pubblico molto attento di oltre 250 persone, gran parte studenti, ricordando le terribili vicende vissute a Roma e come si salvò dai rastrellamenti e rivolgendo alla fine un’esortazione ai ragazzi di raccontare quanto udito, perché questo non accada più. Bellissime le parole espresse dal consigliere dell’associazione KKL Italia Onlus Daniele Ajon e dal presidente del Progetto Memoria Enrico Modigliani, che hanno sottolineato la forte valenza sociale e culturale del Labirinto della Memoria. A chiudere gli interventi del vice sindaco Enrico Leoni, che ha portato i saluti del Comune di Tarquinia, e del dirigente scolastico dell’IISS “Vincenzo Cardarelli” Laura Piroli. A conclusione grande festa con la messa a dimora di oltre 150 allori nel Labirinto della Memoria, con studenti, volontari di Semi di Pace, autorità istituzionali, persone comuni che per un po’ si sono improvvisati “giardinieri”, piantando un simbolo di speranza.

 

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