SEL replica a Di Gennaro

23 giugno 2014

Da Pierfranco Peris, (coordinatore Circolo SEL di Civitavecchia) riceviamo e pubblichiamo.

“Marco Di Gennaro, sempre attento e minuzioso nelle sue analisi, questa volta , nel suo ultimo intervento a mezzo stampa, sembra aver dimenticato volutamente queste sue qualità  , addirittura omettendo sbadatamente  fatti e circostanze politiche amministrative che nel corso dell’ultima amministrazione Tidei, hanno indebolito ed eroso le fondamenta della coalizione di centro sinistra, così come veniva governata per il funzionamento  dell’amministrazione comunale. Questa volta, nel suo intervento  sceglie la strada più tortuosa per evocare esclusivamente responsabilità  e con un metodo  infarcito di  tentativi di conservazione di posizioni politiche,  che la storia  elettorale, anche recente,  hanno sonoramente sconfitto. Nel rammentargli, per finalità unicamente riferite all’esatto inquadramento politico del clima nel quale è maturata la sfiducia all’ex sindaco (lo stesso Di Gennaro in colloqui privati lamentava l’ingestibilità del rapporto caratterizzato dalla non condivisione delle azioni amministrative, causa la personalità “dinamica” dell’ex sindaco), mi preme ricordargli alcune grandi questioni  e risoluzioni amministrative che di fatto, per il modo con cui sono state prese o perlomeno progettate, hanno  minato la stabilità della trascorsa amministrazione per il conclamato  e perseverante atteggiamento tendente alla trasgressione del programma elettorale/amministrativo, sulle tematiche più sensibili (Aia, acqua pubblica. Urbanistica ecc…..) che sono state gestite dall’ex sindaco esclusivamente quasi come una prova di forza nei confronti della tenuta della maggioranza e nel particolare,  per “snaturare” l’essenza politica di un partito caratterizzato come il nostro su determinate rilevanti tematiche. I messaggi da noi inviati in tal senso, sono stati molti: voglio rammentare a Marco Di Gennaro, che in questa occasione sembrerebbe non ricordare, che sin dall’inizio dell’ultima amministrazione Tidei, il mio Partito, ha sempre evidenziato le problematiche che caratterizzavano il modo di operare dell’ex sindaco e nello specifico, la mancanza della semplice e dovuta condivisione negli iter amministrativi sin  dal loro concepimento. Da lì e solo da li  la sfiducia, portata a compimento esauriti tutti gli altri tentativi,  come ultimo unico atto politico amministrativo tecnicamente possibile,  dopo una giornata di infruttuosi scambi di opinioni con l’ex sindaco e il suo partito di appartenenza, sulla tematica acqua pubblica e quindi dopo le 21 di sera (….e non nottetempo come ama sottolineare Di Gennaro nel sul intervento), sfiducia che a mio avviso è stata politicamente ancor più significativa nel momento che la maggioranza delle firme di sfiducia è stata apposta dalla maggioranza della sua maggioranza e per quanto concerne i consiglieri di Sel, solo successivamente un confronto con i vertici regionali di Sel. Detto ciò, voglio ricordare all’amico Marco che, prodursi in analisi politiche su ciò che è stato, deve servire a non commettere più determinati errori e che il perseverare per altra finalità  sarebbe davvero diabolico. Non si può e non si deve far finta di nulla, trascurando i messaggi che l’elettorato cittadino ha inviato con il proprio voto all’attuale classe politica; si deve invece prendere atto che è stato richiesto un rinnovamento della politica che deve passare necessariamente tramite la volontà di essere pronti a far fronte subito a questa richiesta, dando ascolto  a  quel 70% di elettorato cittadino che, con il proprio voto al ballottaggio, ha voluto chiudere un capitolo. E’ semplicistico e artatamente deviante, il ragionamento che articola Di Gennaro,  addebitando responsabilità a SEL e  trascurando l’ovvia considerazione che quel voto di dissenso, è il dissenso della Città su un metodo di gestione che più volte Sel aveva denunciato: non sarà forse questo il vero problema da analizzare? Il perseverare equivarrebbe al  perdere tempo in chiacchiere, per consentire la definitiva consegna del futuro della società all’antipolitica e al facile populismo,  che proprio perché così strutturato non dispone di strumenti dialettici e politici per far fronte alle esigenze dei cittadini che non possono ne debbono fare conto unicamente con le politiche di austerity e di ristrettezze dei servizi, a fronte di un’asfissiante imposizione fiscale e disoccupazione; sarebbe quindi sbagliato non ammettere gli sbagli fatti, per  facilitare l’avvio di una  politica diversa e aggregativa in grado di dare risposte certe, cosa che deve premere a tutti più di ogni altra cosa”.

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