SEL: “Irresponsabile la decisione sindacale su Hcs”

9 marzo 2013

Sulla questione Hcs interviene anche Sinistra Ecologia e Libertà

“Consideriamo un grave errore la disdetta degli accordi sulla cassa integrazione decisa dai sindacati nell’assemblea di ieri, per carenza di presupposti innanzitutto e per le conseguenze che seguiranno a tale scelta.

La carenza di presupposto, che rende debole la posizione dei dirigenti sindacati, si basa sul dato di fatto che non c’è un solo atto, un solo provvedimento adottato che confermi le loro argomentazioni. Nessuno finora è stato licenziato, nessuna gara d’appalto predisposta ed esperita e, riguardo ai piani industriali, i 60 giorni di proroga richiesti e concessi servono proprio a predisporli e, semmai, sanciscono la volontà dell’amministrazione di voler procedere con il risanamento che, peraltro, è già in atto ed è la condizione indispensabile anche per una eventuale vendita.

Le posizioni personali di singoli esponenti, anche autorevoli, dell’amministrazione, non incidono minimamente su quella che sarà la decisione finale, che spetta al Consiglio Comunale e a nessun altro e che sarà presa, responsabilmente, solo dopo aver preso visione dei piani industriali (obbligatorio che ci siano) e aver esaminato la situazione alla luce dei risultati del duro lavoro di questi mesi.

Della decisione presa ieri nel corso dell’assemblea dei lavoratori svoltasi all’Aula Pucci, pur comprendendone le motivazioni umane ed emotive che l’hanno fatta approvare dai lavoratori, pensiamo che sia avventata e che potrebbe determinare pesanti conseguenze tanto da incidere anche sul futuro delle trattative e sulla scelta definitiva: il venir meno di uno dei pilastri del possibile risanamento, ossia la voce relativa al risparmio prodotto dalla cassa integrazione, potrebbe rendere vani gli sforzi, difficili e perfettibili, fin qui fatti. In secondo luogo mette nella condizione i lavoratori di prestarsi ad altri sacrifici e sottopone i cittadini ad ulteriori disagi di cui farebbero volentieri a meno, aprendo scenari fatti di contrapposizioni deleterie per la causa del sindacato e di chi esso rappresenta. In ultimo, cosa non meno importante, spunta le armi a quanti nell’amministrazione, coscientemente e in silenzio, stanno lavorando proprio per ottenere che le società restino pubbliche e che non venga perso nessun posto di lavoro.

A chi giova tutto ciò? Rileviamo con amarezza e rabbia, che le fughe in avanti di qualche “falco” dell’Amministrazione, che non perde occasione di sbandierare la propria soluzione di vendita tout court, ha trovato finalmente sponda in qualche dirigente sindacale di larghe vedute: due posizioni estreme che si saldano, quelle del conflitto e della destabilizzazione, il contrario di ciò che occorre davvero: fermezza e nervi saldi. Questo paradigma che si compie instilla il fastidioso sospetto che potesse essere tutto preordinato, nel qual caso non sarebbe solo grave, ma criminoso.

Chiediamo pertanto ai dirigenti sindacali di ripensarci, da parte nostra siamo favorevoli al tavolo di confronto aperto a tutti i soggetti, assumendoci l’onere di proporlo, perché in gioco ci sono i servizi pubblici municipali e la pace sociale, entrambi patrimonio dell’intera città”.

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