Sel e le colpe di Tidei sulla situazione idrica

31 marzo 2014

Da Sel – Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo.

“Il PD va in piazza con i propri candidati a spiegare il loro progetto sull’acqua pubblica con ACEA. Semplicemente ridicoli! Mentre tutti i settori della società plaudono alla legge regionale appena approvata e la voglia di ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati si estende a macchia d’olio, Tidei pensa bene di inviare i propri candidati a metterci la faccia per dare la gestione dell’acqua civitavecchiese ad una società per azione quotata in borsa, il cui principale scopo è distribuire dividendi agli azionisti. Il tutto mentre Borgata Aurelia e le zone circostanti sono da 4 giorni senza una goccia d’acqua e sta montando, sacrosanta, la protesta. I cittadini devono sapere che Civitavecchia, riguardo alla rete idrica, è letteralmente spaccata in due: la zona nord, servita dal Medio Tirreno e dal SIIT, non è collegata al resto della città, che si approvvigiona dagli acquedotti di Mignone e Oriolo oltre che da ACEA. Neanche volendo, quindi, ACEA potrebbe arrivare a servire la zona nord senza effettuare i necessari lavori di collegamento strutturale fra le due reti. Il primo provvedimento che affrontammo appena arrivati in consiglio comunale è stato  il bilancio di previsione, nel quale è inserito  il Piano Triennale delle opere pubbliche. Già in quell’occasione, immediatamente, proponemmo attraverso un emendamento la devoluzione di oltre 6 milioni di euro di mutui previsti per alcune opere (fra i quali la cittadella della danza) verso opere strutturali che giudicavamo essenziali. Fra queste, per oltre 3 milioni di euro, c’erano le opere idriche, fra cui la famosa bretella di collegamento fra i filtri di Aurelia e l’impianto di Via Montanucci. Un’opera strategica per l’acqua pubblica.  La nostra proposta fu approvata, ma Tidei si è guardato bene dall’attuarla. Se lo avesse fatto, a quest’ora la zona nord non sarebbe senz’acqua, saremmo già rientrati per una parte dall’investimento perché l’opera consente di fare a meno della fornitura del SIIT, che ci costa carissima, ma soprattutto avremmo dato un segnale concreto per la ripubblicizzazione del Servizio idrico, già un anno prima della legge regionale. Dove sono finiti quei i soldi? Tidei risponda alla città e agli abitanti di Aurelia, che se oggi sono senz’acqua sanno chi devono ringraziare.”

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