Santa Marinella. PD: “Abbassamento dell’aliquota IRPEF comunale per il 2014, un’occasione persa”

2 gennaio 2014

Dal Circolo PD Carlo Benci di S. Marinella – S. Severa riceviamo e pubblichiamo. 

“In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, 30 dicembre u.s., tra gli altri argomenti, vi era all’ordine del giorno la proposta di un abbassamento dell’aliquota IRPEF comunale per l’anno 2014, dallo 0,4 allo 0,3.

In un periodo di forte crisi economica, avere la possibilità, dal punto di vista amministrativo, di ipotizzare un seppur minimo abbattimento del prelievo fiscale, pensiamo sia una cosa da registrare come un fatto positivo.

Ma, proprio in funzione del momento storico negativo dell’economia, nel suo complesso, gli atti che dovrebbero essere proposti dagli amministratori dovrebbero creare, nel limite consentito dal quadro legislativo di riferimento, un equilibrio, al fine di salvaguardare le fasce più deboli della società.

E molto bene hanno fatto le forze politiche di minoranza, attraverso i propri Consiglieri in commissione sul tema IRPEF, a proporre e ottenere, una visione politica completamente diversa dalla proposta iniziale.

In effetti, si è passati dal concetto di “tagli lineari” a una tassazione progressiva, favorevole ai cittadini meno abbienti e cioè: fino a 10.000 € lordi 0 IRPEF comunale; da 10.000 a 15.000 € 0,2%; oltre i 15.000 € 0,3%.

Secondo il PD essere riusciti a ribaltare il concetto, culturale e politico, dell’imposizione fiscale sull’IRPEF comunale, è senz’altro un risultato positivo, ma è altrettanto onesto riconoscere la sensibilità, in commissione, dei Consiglieri di maggioranza.

E per meglio far capire la portata degli eventuali spostamenti economici in termini percentuali e per fasce di reddito, è bene chiarire che un punto percentuale sposta dai 40.000 ai 70.000 €, in un bilancio comunale complessivo che si attesta intorno ai 40 milioni di euro.

Rimane il rammarico che, preso atto della visione diversa dell’imposizione fiscale, non si è voluto migliorare ancora di più la delibera, da parte della maggioranza in Consiglio Comunale, riggettando la proposta, avanzata dai Consiglieri di minoranza, che rimodulava, in senso progressivo, come dice la Costituzione, gli scaglioni delle fasce e le relative aliquote: fino a 15.000 € lordi 0 IRPEF comunale; da 15.000 a 50.000 € 0,2%; da 50.000 a 100.000 € 0,4%; oltre i 100.000 € 0,5%.

Sarebbe stato un altro passo avanti verso un fisco più equo, considerando che ridurlo, anche se in quantità minima, sui redditi più bassi sarebbe stata un’operazione che avrebbe inciso significativamente nell’economia famigliare, mentre aumentarlo, anche qui in quantità minima, sui redditi alti non avrebbe sconvolto il tenore di vita delle fasce più abbienti.”

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