Santa Marinella. Centro Studi Aurhelio: Shakespeariana, recensione primo appuntamento della rassegna cinematografica: “Amleto”

24 febbraio 2014

È stata una tranquilla serata, quella di Giovedì scorso, che ha visto il Centro Studi Aurhelio inaugurare in Via Aurelia 571A a Santa Marinella, la rassegna cinematografica dedicata al poeta e drammaturgo inglese William Shakespeare. Presenti all’evento, un buon numero di partecipanti, minoranza coraggiosa che ha deciso di trascorrere il tempo in maniera alternativa al binomio divano e televisione. Tuttavia, immediata è stata l’esortazione degli organizzatori del cineforum che oltre a ribadire la valenza formativa del film e dei testi shakespeariani in genere, hanno sottolineato come l’occasione andasse colta non come mero passatempo ma come mezzo per l’accesso al saper vivere. Infatti, le opere di Shakespeare, alla stregua degli altri grandi classici, sono piene di insegnamenti nascosti e neanche una virgola in esse risulta casuale. La proiezione della serata ha avuto per oggetto il film Amleto di Franco Zeffirelli con Mel Gibson e Glenn Close.

La videoproiezione è stata preceduta dalla consueta apericena, a base delle pietanze preparate dai soci (particolarmente apprezzati i dolci di carnevale).

A seguire, una breve presentazione della figura di Shakespeare e della rassegna cinematografica e subito dopo è iniziata la visione del film. Una tragedia che ha la sua sorgente in un atto vile, l’uccisione del Re nonché padre di Amleto, ad opera dello zio Claudio che per lussuria e insana abitudine alimenta l’odio come un fiume in piena trascinando ed eliminando tutto quello che c’è di bello.  Si viene così ad autoalimentare una catena di crimini e suicidi che, come il nulla che avanza della società moderna, inghiotte in una buco nero legami familiari, gerarchia regale, amicizie fondate sulla lealtà, amori sulla sincerità, e così tutto quello che c’è di sano, di buono, di bello di giusto. A tratti, una fotografia in costume della società che ci circonda, “c’è del marcio in Danimarca!”. Shakespeare ce lo comunica in tutti i modi: un’azione nata dall’odio non può che portare morte, distruzione e menzogna. Mentre solo la sorgente dell’amore può innescare un circolo virtuoso incoronando d’amore e di giustizia il giardino della vita.  Al termine film, i saluti di rito tra tutti i partecipanti , convinti di aver trascorso una serata insieme, in armonia,  ricca di spunti di riflessione per i giorni che seguiranno.

L’appuntamento con “Shakespeariana” è per il mese di marzo, sarà la volta de “Il Mercante di Venezia”.

Commenti

commenti