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ROMA: I FUTURI GEOMETRI DELL’ISTITUTO SUPERIORE “GIUSEPPE DI VITTORIO” VISITANO IL CANTIERE DELLA METRO C

26 maggio 2017

Roma: gli studenti dell’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio” (Indirizzo C.A.T. Costruzioni Ambiente e Territorio) visitano il cantiere della metropolitana C, in via Sannio. “L’obiettivo – ha spiegato la Prof.ssa Luciana Polverino, Docente di Costruzioni e Gestione Cantieri dell’Istituto Superiore “Giuseppe di Vittorio” – è quello di far conoscere ai nostri allievi le metodologie di scavo e le tecniche utilizzate per la realizzazione della struttura, soprattutto in considerazione della particolare complessità tecnica dell’intervento. Ho lavorato diversi mesi per preparare ed organizzare questa giornata di studio, che ha rappresentato un’importantissima occasione di crescita per i nostri studenti. Per un futuro geometra, architetto o ingegnere, conoscere da vicino una delle realtà di eccellenza, in ambito nazionale ed internazionale, della cantieristica delle opere pubbliche, significa avere la possibilità di percepire il senso più profondo e l’essenza stessa della propria scelta scolastica e professionale. Il cantiere – hanno aggiunto la Prof.ssa Polverino e il Prof. Dagore Ristorini, Docenti accompagnatori degli allievi – è un vero e proprio laboratorio formativo, in cui si può assistere alla straordinaria magia per cui linee d’asse, calcoli statici e quote altimetriche diventano realtà concrete e visibili, che si mettono al servizio dell’uomo. Ci auguriamo, per il prossimo anno scolastico, di poter ripetere l’esperienza di oggi, anche nell’ottica di una più strutturata attività di alternanza Scuola – Lavoro nei cantieri-scuola coordinati dai tecnici del CEFMECTP (l’Organismo paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia di Roma e Provincia), che ci hanno accolto questa mattina. A tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento”.
Martedì 23 maggio gli studenti sono stati accompagnati dall’Ing. Filippo Pandolfi e dagli operatori del CEFMECTP, che hanno guidato gli allievi – muniti di caschi, gilet e scarpe antinfortunistiche – fornendo tutte le informazioni sui lavori in corso, sui macchinari utilizzati, sulle tecniche adottate per la realizzazione delle gallerie e sulle difficoltà incontrate durante le diverse fasi di esecuzione del progetto. Già in precedenza, lo scorso 15 maggio, Rosario Vittorio Pirito, Docente Tecnico-pratico dell’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio” aveva accompagnato altri studenti nella visita allo stesso cantiere.
Il Pozzo 3.3 (Giardini di via Sannio) della Tratta T3 San Giovanni-Fori Imperiali rappresenta, come è noto, uno dei punti più delicati del progetto di realizzazione della Linea C, che una volta completata dovrebbe collegare la periferia est della capitale al suo quadrante nord-occidentale, passando per il centro.
Attraversando aree di antica e recente urbanizzazione, ricchissime di monumenti, il cantiere è uno dei più difficili ed impegnativi mai realizzati al mondo, di vitale importanza per la vivibilità e lo sviluppo di una metropoli  strutturalmente poco adatta alla mobilità di superficie e dotata di un sistema di trasporto pubblico ormai divenuto insufficiente per i suoi quasi tre milioni di abitanti.
L’esecuzione dei lavori per la realizzazione della Linea C ha subito notevoli ritardi a causa dei ritrovamenti archeologici che già dall’estate del 2007 hanno obbligato ad adottare un andamento altimetrico diverso rispetto a quello previsto in sede di progetto definitivo. Il soprintendente ai Beni archeologici del Comune di Roma, Francesco Prosperetti, segue quotidianamente l’avanzamento del cantiere. Un primo tratto della Linea C è stato inaugurato nel 2014, un secondo nel 2015. La stazione di San Giovanni, all’interno della quale è stato allestito un museo per esporre i reperti rinvenuti durante i lavori, dovrebbe entrare in funzione nel prossimo autunno. Alla fine del 2015, in corrispondenza della futura stazione Amba Aradam (fra San Giovanni e il Colosseo), ad una profondità di nove metri, è stato trovato il sito (1750 mq), perfettamente conservato, di una caserma del II secolo d.C. La scoperta, che ha entusiasmato tutti gli appassionati di storia e di archeologia romana, ha tuttavia comportato un’interruzione dei lavori durata più di otto mesi.
“E’ il prezzo – ha spiegato l’Ing. Filippo Pandolfi, durante la visita degli studenti dell’Istituto Superiore “Giuseppe di Vittorio” – che una città unica al mondo per la sua bellezza deve pagare per custodire il suo passato e consegnarlo al futuro”.
A meno di nuovi ritrovamenti e scoperte, la Linea C della metropolitana di Roma dovrebbe raggiungere il Colosseo nel 2021.

 

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