“Siamo tutti capaci di dire che è necessaria la chiusura del ciclo dei rifiuti e che i rifiuti devono essere gestiti all’interno della Regione Lazio.
Ma è sulle sfumature che poi si rischia di creare dei mostri, o meglio degli ecomostri visto il tema. Perchè Parisi nella sua prima uscita sui rifiuti, da candidato del centrodestra del Lazio, non parla di raccolta differenziata? E quando parla di ‘produzione di energia dai rifiuti’ cosa intende esattamente? Perchè per anni con questa storia della produzione di energia ci hanno spacciato una chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso degli inceneritori inquinanti e nocivi.
Infatti, ferme restando le enormi problematiche causate dal totale immobilismo del Comune di Roma, che con i suoi abitanti e il suo territorio vastissimo costituisce il centro del problema della Regione, proprio nella nostra Regione, gli inceneritori risultano essere, oltre che dannosi, inutili visto che quelli presenti sono più che sufficienti. Al contrario gli impianti che mancano sono quelli per valorizzare le frazioni recuperate dalla raccolta differenziata porta a porta. Dagli impianti di compostaggio a quelli di recupero di plastica, carta e vetro.
Insomma, dichiarazioni quelle del candidato Parisi a prima vista innocue, ma che lasciano trasparire un preoccupante approccio alla soluzione del problema”. Così in una nota Luca Andreassi, professore dell’Università Tor Vergata, consigliere comunale di Albano Laziale con delega ai rifiuti e segretario organizzativo del PD provinciale.

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