01 battilocchio moldavia

Reportage sulla missione umanitaria di Alessandro Battilocchio in Moldavia

14 gennaio 2014

“L’impegno va avanti… E’ la terza volta che Alessandro Battilocchio, già sindaco di Tolfa ed europarlamentare, torna in Moldova per portare aiuti e consolidare i rapporti di amicizia con il popolo di un Paese che guarda all’Europa, sperando nel visa free dopo la ratifica dei recenti accordi di Vilnius, che resta ingessato tra due Paesi ingombranti come l’Ucraina e la Romania e che è frenato dalle condizioni che impone la ex madre patria russa, già attivatasi nel bloccare le importazioni del vino moldavo. Quel che rimane a questo popolo, quindi, è la possibilità di tentare ad aggredire il mercato europeo, anche se gli standard e le certificazioni sono di una qualità tale che la Moldova non è pronta, rispetto ai costi da sostenere, a garantirli. Resta il miele, come risorsa spendibile e il rischio che con il visa free, il Paese si svuoti ancora di più della forza lavoro, ovvero delle donne (gli uomini moldavi sono quasi considerati un costo per le famiglie, essendo diffusa la pratica di alzare un po’ troppo il gomito e temporeggiare rispetto alla volontà di portare a casa i soldi). Conseguenza di questa prospettiva è l’aumento di orfani sociali, lasciati a casa con i nonni, incapaci di gestirli e il pericolo di riempire sempre di più gli orfanotrofi di stato, che garantiscono il minimo indispensabile per i loro ospiti. Dallo Stato, infatti, i soldi che arrivano sono pochi. E anche le rimesse dall’estero stanno diminuendo, complice la crisi economica in Europa occidentale, con l’aumento dei nuovi poveri, registrato nelle recenti statistiche effettuate. In questo quadro si inserisce l’impegno di Battilocchio che, con il suo gruppo di volontari, è tornato nel Paese per portare aiuti raccolti nel comprensorio della parte nord della Provincia di Roma e per consolidare quel percorso di amicizia con il popolo moldavo avviato a gennaio 2013. In occasione del periodo di vacanze del Natale ortodosso, che si celebra il sette gennaio, la delegazione ha incontrato le famiglie povere di Peresecina e di Miriesti, i bambini degli orfanotrofi di Carpineni e di Chisinau, gli ospiti delle case famiglia Regina Pacis di Don Cesare e Mama Margherita dei salesiani, gestita da Don Sergio. Non è facile per i due don portare avanti la loro attività. In Moldova si teme il proselitismo cattolico e le due Chiese ortodosse, russa e romena, non intendono collaborare nell’opera di educazione e formazione dei minori. Per motivi storici, forse, visto che durante il regime sovietico era lo Stato ad occuparsi di questi aspetti. Ma i don non si scoraggiano: Padre Cesare tutti i giorni aspetta seduto in un bar, sempre lo stesso, i suoi fedeli per dare la confessione e apre la sua chiesa a tutti. In Moldova la comunità italiana è composta da circa 170 persone e tutti conoscono il don come il prete degli italiani. Questi, accompagnati da giovani moldave in cerca di serenità e di cure (spesso già madri abbandonate da mariti irresponsabili), trovano in loro una nuova vita, una possibilità di ricominciare daccapo. Per gli uomini italiani don Cesare è casa, un punto di riferimento, una guida spirituale, un uomo capace di donare speranza. Don Sergio, salesiano, gestisce un oratorio con tantissimi bambini e poi si prende cura dei suoi ometti della casa famiglia Mama Margherita, con dolcezza e dedizione. E’ una calamita quel don e la sua energia riesce ad arrivare fin nelle zone del comprensorio di Roma. Stavolta, grazie al contributo delle scuole superiori di Civitavecchia, Itis Marconi e Isis Calamatta, all’impegno del volontario della onlus Venite e vedrete di Santa Marinella, Emanuel Jicmon, alla Cri di Allumiere e alla scuola primaria del paese collinare, sono stati consegnati piccole somme di denaro e generi alimentari alle famiglie povere visitate; giubbotti nuovi per affrontare il rigido inverno moldavo ai bambini della casa di Don Sergio; dolciumi e bibite agli ospiti degli internati Grenoble di Chisinau e di Carpineni e 17 pacchi di materiale scolastico e vestiario, bloccati per un controllo in dogana, ma recuperati prima del rientro in Italia, ai salesiani e a Don Cesare per destinarli agli amici moldavi più bisognosi. Una presenza, quella  di Battilocchio nel Paese moldavo, gradita anche dalle istituzioni locali, come il sindaco di Peresecina Nicolae Buzu e l’assistente sociale Galina Cretu e il primo cittadino di Miriesti Nicolae Vrangea, che hanno accolto la delegazione venuta per tornare dalle famiglie povere, con pranzi e piccoli spettacoli tradizionali preparati per l’occasione. E’ davvero il caso di dire ‘La revedere ‘ (arrivederci!) a Battilocchio, che sta costruendo un rapporto di fiducia soprattutto con quelle famiglie che, rivedendolo, lo hanno salutato dicendo  ‘Non ti dimenticare di noi ‘. A Miriesti il sindaco e la sua gente lo hanno già invitato la prossima estate per un barbecue insieme e per ballare le danze tradizionali, quando la Moldova si sarà risvegliata dal rigido inverno e avrà ceduto il posto ai colori intensi e vivi del verde e del biondo delle sue terre. E i bambini di don Sergio aspettano solo di poter recitare altre poesie per ricevere gli applausi e i sorrisi del loro amico Alessandro!”

Di Sabrina Quartieri

Commenti

commenti