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Privilege Yard. Nuovo presidio dei lavoratori

4 marzo 2014

I lavoratori della Privilege Yard tornano ad alzare la voce. Ieri mattina una rappresentanza degli operai del cantiere, molti dei quali senza stipendio da 5 mesi e senza lavoro da 3, ha organizzato un nuovo presidio di fronte ai cancelli dell’azienda, per chiedere che si faccia finalmente chiarezza sul proprio futuro. Una situazione drammatica, quella dei lavoratori delle oltre 20 imprese coinvolte, che non solo hanno visto chiudere il cantiere lo scorso 23 dicembre, ma da allora non hanno più ricevuto notizie certe riguardo quello che succederà nei prossimi mesi. “Le poche notizie che abbiamo – afferma Mario Pergolesi, uno degli imprenditori invischiati nella delicata vicenda – non ci sono mai arrivate da fonti ufficiali, ma sono solo voci di corridoio”. E una di queste, stando alle parole dei lavoratori, è che domani a Milano dovrebbe svolgersi un incontro tra un pool di banche italiane e Barclays, nel corso del quale si dovrebbe definire il finanziamento necessario a pagare il dovuto alle aziende che lavorano al cantiere Privilege. “Se entro mercoledì qualcuno non verrà a dirci come stanno effettivamente le cose – continua Pergolesi – saremo costretti a trovare altre soluzioni per farci ascoltare, anche se la nostra intenzione è quella di proseguire sulla via della protesta pacifica, senza azioni clamorose”. Ma la pazienza dei lavoratori è al limite: come spiegato dal segretario generale della Fiom Cgil Elsa Bertero, secondo la quale la situazione sta assumendo contorni vergognosi, alcuni di loro sono in cassa integrazione in deroga o ordinaria e per gli operai mancano ancora il saldo di novembre, dicembre, tredicesima, gennaio e febbraio. In uno degli ultimi incontri tra lavoratori, sindacati e azienda, al quale aveva preso parte anche il numero uno di Molo Vespucci Pasqualino Monti, la Privilege Yard aveva promesso un acconto di mille euro per tutti gli operai. “Nemmeno quei pochi soldi sono arrivati a tutti – aggiunge Elsa Bertero – e oggi le imprese sono in estrema difficoltà e rischiano la chiusura o il fallimento, con tutto quello che ne consegue a livello di occupazione e di perdita di un patrimonio professionale duramente conquistato in questi anni”. La protesta dei lavoratori andrà avanti almeno fino a mercoledì, nella speranza che arrivino risposte chiare e buone notizie. Intanto la Fiom Cgil fa sapere di essere intenzionata ad aprire una vertenza specifica presso il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre i lavoratori coinvolti chiedono maggiore attenzione da parte di istituzioni, politica e semplici cittadini. “Forse – concludono – non tutti si sono resi conto della gravità della situazione. Stiamo parlando di oltre 500 famiglie coinvolte in questo dramma. Ci sono forse lavoratori di serie A e lavoratori di serie B?”.
(fonte trcgiornale.it)

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