Privilege, Feuli (Pd): “La societa’ apra una fase di “uscita pilotata” dalla crisi”

28 marzo 2014

Da Claudia Feuli (PD) riceviamo e pubblichiamo.

“Il veloce precipitare della vertenza Privilege impone scelte rapide e concrete per salvare i posti di lavoro. In primo luogo, è necessario che la società faccia subito chiarezza sulla reale situazione finanziaria. E’ inammissibile il silenzio su una vicenda che riguarda centinaia di lavoratori e famiglie. Pertanto, l’appello che rivolgo agli amministratori della Privilege è affinchè aprano una fase di “uscita pilotata” dalla crisi, attraverso un confronto serio e trasparente con tutti gli organi coinvolti: Regione, Autorità Portuale, Ministero Sviluppo Economico e sindacati. Nonostante questo, credo che soltanto operando nuovi investimenti si possa ridare speranza ad una società che non sta attraversando un buon momento. In questo ambito è fondamentale (o lo sarebbe stato) il ruolo dell’Autorità Portuale. Ricordo come nel 2011 l’Autorità portuale di Genova si rese protagonista di un accordo con Regione Liguria e Cassa Depositi e Prestiti spa per la sigla di un accordo di collaborazione in settori a sostegno dei quali la Cassa poteva intervenire attraverso diversi strumenti. Tra questi la cantieristica navale che potè beneficiare dell’intervento della cassa attraverso “Export banca”, lo strumento che consentì alla Cassa di destinare ben 2 miliardi di euro solo nel 2011 a molte imprese tra cui quelle che operano nel settore navale. Lo strumento fu messo a punto in collaborazione con Sace e l’Associazione Bancaria Italiana (Abi). L’esperimento è stato ripetuto negli anni con ottimi risultati. Mi chiedo come mai una simile iniziativa non è stata svilupata anche a Civitavecchia, potendo ridare ossigeno alle imprese locali in difficoltà, tra cui Privilege. Tuttavia, per avviare tale percorso è necessaria la massima trasparenza soprattutto da parte di Privilege la quale deve rendere noto l’attuale stato finaziario della società e sicuramente servirebbe un diverso approccio alla problematica anche da parte dell’Autorità Portuale che finora, purtroppo, è stata totalmente cieca ed attendista rispetto alle difficoltà che sta vivendo una società che conta centinaia di lavoratori in seria difficoltà.”

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