Petrelli: “evitati al momento altri scempi edilizi”

12 febbraio 2014

L’ex consigliere comunale Vittorio Petrelli torna a parlare di piani di zona e del loro rinvio alla Valutazione ambientale strategica. “Di cosa si tratta? Nel giugno del 2012 il Comune di Civitavecchia presentò al competente Assessorato regionale la richiesta di verifica di assoggettabilità alla VAS (La VAS – Valutazione Ambientale Strategica èun procedimentodi analisi preventiva dell’impatto ambientale finalizzato alla promozione dello sviluppo sostenibile e della protezione dell’ambiente) per i 3 piani di Zona Cappuccini, Biancalano e S.Liborio. Parliamo di circa 250.000 metri cubi di nuove costruzioni dove non sarebbero state coinvolte neanche imprese locali. La richiesta avvenne durante l’amministrazione Tidei. Strano perché era stato proprio il centrosinistra a votare contro quei progetti nel Consiglio comunale durante l’Amministrazione Moscherini. Sollevai nei confronti della compagine amministrativa di cui facevo parte l’incoerenza delle decisioni, assolutamente non motivate. Per questi motivi e in assenza di ripensamenti, ho preferito proseguire nella sede regionale l’iniziativa che denunciava l’illegittimità e l’inopportunità di quegli atti. Ma c’era anche dell’altro. Infatti chi avrebbe pensato di costruire ancora, come nel caso del piano di zona Biancalano o di quello dei Cappuccini, a pochi metri dalla discesa di via Terme di Traiano che è utilizzata per il traffico proveniente dall’autostrada e diretto al porto oltre che dai vicini comuni collinari. Davvero impossibile assicurare la necessaria sicurezza alla mobilità. Per la precisione i Piani urbanistici in questione prevedevano rispettivamente le seguenti cubature: Piano di zona San Liborio 41.300 mq.; Piano di zona Cappuccini 96.336 mq.; Piano di zona Biancalano 69.750 mq. Non era, come si può dedurre dalle trascorse esperienze, né semplice e neanche scontato ottenere un risultato positivo, ricorrendo alle istituzioni regionali i cui pareri o decisioni non sono vincolanti. Era tuttavia l’unica strada percorribile, per cui insieme all’ex collega in consiglio comunale, Alessandro Manuedda , decidemmo di inoltrare una serie di missive nelle quali erano sottolineati i limiti progettuali e di legittimità. E’ andata bene, perché in questi giorni è stato deciso che i piani dovranno essere sottoposti alla Valutazione Ambientale Strategica. Il risultato che potrebbe segnare un primo passo contro la cementificazione selvaggia, è un dato positivo perché indica come si possono ribaltare decisioni sbagliate per i cittadini semplicemente unendo competenze diverse purché tutti siano animati dall’interesse per una città vivibile più che per una gabbia di cemento armato, senza regole se non quelle della speculazione”.

Commenti

commenti