PD. Bevilacqua: “Non confondiamo il trasformismo con il rinnovamento”

23 gennaio 2014

Da Giulia Bevilacqua, PD Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo.

“In un paese in cui si è soliti chiamare “dottore” chi non ha laurea o “commendatore”  chi non ha commenda, si inserisce ora il termine “renziano” per chi non sta nel Pd, dimenticando che Renzi è il segretario di questo partito. Guerrini si potrà ora definire “vendoliano” o se preferisce “lucianiano”, ma non renziano perché con Renzi lui non ha nulla da dividere. E’ approdato ormai altrove e a noi non resta che augurargli buon viaggio. Abuso di titolo si potrebbe dire, sorridendo di pietosa comprensione. Perché è evidente che cerca disperatamente di usare questo termine, con la generosa complicità di qualche zelante giornalista nostrano, per accreditarsi verso un elettorato che però con il trasformismo non vuole avere più nulla a che fare. Mi sono anche chiesta come sia possibile che chi, come Guerrini,  nel Pd ha sempre manifestato insofferenza per la sinistra,  possa diventare il candidato proprio di quelle forze da cui diceva di voler prendere le distanze.  Era l’unica coerenza che ero disposta a riconoscergli  ed ora ne esco delusa: forza delle ambizioni personali che travolgono ogni cosa e fanno smarrire ogni orientamento. E’ così che noi giovani osserviamo  troppe volte il quadro  desolante della politica ed è per anche per questo che in tanti si tengono lontani: per non partecipare al triste spettacolo di chi fa prevalere i propri  interessi personali su quelli generali, di chi si sposta da un partito all’altro o da uno schieramento all’altro  abbandonando le idee del giorno prima, soltanto per ambizione. Altro che rinnovamento. Il più delle volte chi invoca questa magica parola pensa agli altri,  mai a se stesso.”

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