Palazzine popolari di via Lepanto nel degrado

16 marzo 2013

Giardini fatiscenti e in preda al degrado, tetti alluvionati e soffitti pieni d’acqua, fogne che esplodono e acque nere che fuoriescono dai sanitari. Stiamo parlando delle “palazzine”, ovvero gli edifici popolari di via Lepanto 5. La zona è infatti nell’incuria più totale e le decine di famiglie che vi abitano reclamano da anni l’intervento del Comune, o meglio il diritto a vivere in abitazioni dignitose. Le abitazioni infatti, originariamente di proprietà dell’Ater, sono passati da qualche anno sotto la guida di palazzo del Pincio, che dovrebbe gestirne la manutenzione ordinaria e straordinaria. Una situazione, questa, che ha come conseguenza il continuo rimpallo di responsabilità fra i due enti, con le case che versano, giorno dopo giorno, in maggiore degrado. La mancata ristrutturazione dei palazzi in questione, con un inizio lavori che ha visto il rifacimento di solo due facciate ed un cantiere aperto da mesi e mesi, non ha fatto altro che aumentare il degrado. I tetti degli edifici, colmi di infiltrazioni, destano preoccupazione in quelle famiglie che vedono i soffitti allagarsi sempre di più e sono costrette a vivere con i secchi per raccogliere l’acqua nelle camere da letto. D’estate, l’incuria dei giardini, la sporcizia e la mancata potatura delle piante non fa altro che aumentare la presenza di zanzare, ratti e animali che rendono pericoloso anche solo il transito per i bambini presenti. “Noi inquilini – affermano da via Lepanto, in cui in questi giorni le piogge hanno ulteriormente complicato una situazione già invivibile – eravamo anche pronti a pagare per eseguire i lavori, che cosa è successo? Perchè hanno interrotto i lavori? Fra l’altro, nei primi due palazzi, quelli che hanno visto una parziale ristrutturazione, non hanno modificato la disposizione dei tubi di trasporto dell’acqua potabile in cucina e relativo scarico, con modifica dei vecchi tubi in ferro oramai dello spessore di un velo di cipolla, con quelli nuovi previsti dalla legge in plastica spessa e più resistente, e collocata esternamente al palazzo, e cosa più importante separare le acque potabili in scarico dalle acque di scarico del terrazzo fisicamente”.

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