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Movimento 5 Stelle: “Grazie al Pd il caso Acea resta irrisolto”

18 marzo 2014

Ieri l’amministrazione Zingaretti targata PD ha dato l’ennesima dimostrazione di cosa voglia dire il pressapochismo e la noncuranza della volontà popolare. Come al solito si dà ad intendere una cosa mentre nei fatti si opera per lasciare uno spiraglio agli interessi degli amici degli amici. E dire che bastava approvare l’emendamento come proposto dal Comitato Acqua Pubblica di Civitavecchia.

Ma cosa è successo?

Circa 40 comuni laziali e 37.000 cittadini hanno presentato la famosa proposta di legge di iniziativa popolare n°31 che mirava a garantire, per il futuro, la gestione pubblica dell’acqua nella Regione Lazio. La proposta di legge 31, tuttavia, non poteva prevedere situazioni limite come quella di Civitavecchia e di altri comuni in cui il passaggio ai gestori privati, nel nostro caso ACEA, è  in itinere con commissari nominati con questa finalità dalla stessa Regione.

Per ovviare al problema il Comitato Acqua Pubblica di Civitavecchia aveva presentato, tramite i rappresentanti territoriali in Regione Porrello e De Paolis, un emendamento che, però, è stato prontamente bocciato dalla maggioranza.

L’emendamento recitava: “I Comuni che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non abbiano ancora trasferito il servizio idrico integrato ai gestori unici degli ATO […] proseguono nelle gestioni in essere […]. Dalla data di entrata in vigore delle presente legge cessano, pertanto, di produrre effetti i decreti del Presidente della Regione Lazio con i quali siano stati nominati commissari ad acta al fine di trasferire i servizi idrici integrati dei Comuni ai gestori unici” (per noi la su citata Acea Ato 2 SpA) “le relative attività di trasferimento sono interrotte e ogni atto eventualmente compiuto, dopo tale data, dai commissari ad acta è nullo.” E infine ” Nel caso in cui, a seguito della definizione della Convenzione di Cooperazione tipo di cui all’articolo 5, comma 5, i Comuni di cui al comma 1 non dispongano, tramite apposita deliberazione del Consiglio Comunale, di partecipare alle nuove forme di gestione individuate per gli Ambiti di Bacino Idrografico, la volontà di continuare a provvedere direttamente alla gestione del servizio idrico integrato sul proprio territorio, esercitando il diritto di cui all’articolo 5, comma 5, lett. d), si intende confermata”.
Quindi: 
1. se non sei passato al gestore unico, puoi continuare a gestire come stavi facendo;

2. se per caso è stato nominato un commissario ad acta (come per Civitavecchia) il suddetto decade e il suo lavoro è da considerarsi nullo;

3. se il Comune non delibera l’affidamento del servizio idrico al gestore che sarà individuato per i nuovi ambiti di bacino idrografico (gli ato erano stati costituiti su base provinciale!!!) puoi continuare con la tua gestione, come peraltro espressamente previsto dall’art. 5 della nuova legge approvata ieri.

La maggioranza PD “incomprensibilmente” ha bocciato l’emendamento e anzi ha rilanciato approvando un testo che recita: “fermo restando le convenzioni di cooperazione in essere […] le gestioni provvisorie non operanti nella convenzioni di cooperazione operano fino all’individuazione degli Ambiti di Bacino Idrografico “.

A quel punto i nostri rappresentanti hanno cercato, invano, di subemendare l’ultima e arzigogolata dicitura dove quel “PROVVISORIE” (termine tecnicamente incomprensibile) lascia oltretutto una possibilità interpretativa di cui non c’era alcun bisogno.

Si è persa, purtroppo, una buona occasione di chiudere definitivamente la questione del passaggio ad ACEA.

Se in futuro Civitavecchia si troverà, nonostante la legge approvata, un Commissario nominato dalla Regione con il compito di cedere l’acqua ad ACEA, la responsabilità sarà da attribuire a chi non ha voluto approvare una norma chiara e definitiva, ovvero il PD, l’assessore regionale Refrigeri e l’amministrazione Zingaretti.

Movimento Cinque Stelle Civitavecchia

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