Mecozzi: “Non ho dubbi, avremmo inaugurato il mercato”

3 gennaio 2014

“La data dell’8 gennaio si avvicina e non ho dubbi: noi lo avremmo senz’altro inaugurato”. Inizia così una nota dell’ex assessore ai lavori pubblici, Mirko Mecozzi, che ricorda come mercoledì prossimo sarebbe giunto al termine il lungo cammino di un anno e mezzo di confronti con la categoria dei mercatali, di nuovi progetti ed intensi lavori. Mecozzi ricorda che nel giugno 2012, al momento dell’insediamento della giunta Tidei, il restyling del mercato era praticamente bloccato. “I box di San Lorenzo – sottoinea – non rispettavano le vecchie superfici dei concessionari, né la loro precedente ubicazione ed erano privi di autorizzazione da parte dell’Asl e dei Vigili del Fuoco. Peggio ancora stava il Mercato Ittico: avevano appaltato solo 16 banchi del pesce contro i 18 originari, mentre erano completamente dimenticati i box delle carni per i quali era stato escluso qualsiasi tipo di intervento”. L’ex assessore ai lavori pubblici ricorda poi che anche i 23 operatori dei box ortofrutticoli esterni erano rimasti completamente ignorati, mentre adesso i box di San Lorenzo sono pronti da aprile e le chiavi sono state consegnate ai legittimi assegnatari che in questo periodo hanno curato gli allestimenti interni e nel frattempo sono stati ricalcolati i canoni e si sono avviate le procedure per il recupero dei fitti dovuti per gli anni pregressi. “Al mercato ittico – aggiunge Mecozzi – i lavori dei box delle carni si sono conclusi a dicembre, come previsto, e i banchi del pesce sono diventati sufficienti per tutti, mentre i lavori di riqualificazione di piazza Regina Margherita con il rifacimento dei marciapiedi e del reticolo viario, sono terminati ed è stata avviata anche la procedura per la realizzazione della videosorveglianza di tutta l’area”. L’ex assessore ai lavori pubblici puntualizza infine che i box ortofrutticoli esterni hanno ricevuto solo in ottobre il parere favorevole della sovrintendenza e che restava da fare il progetto esecutivo per poi passare alla loro realizzazione concreta. “Oggi – conclude – sento parlare di rinvii fino a giugno con altri sei mesi a carico della collettività per i costi del mercato provvisorio di cui tutti conoscono le precarie condizioni anche igieniche. E per ogni mese di ritardo il Comune pagherà l’affitto delle celle frigorifere, la tensostruttura e persino le bollette della luce”.

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