Marina. Lungarini replica a Moscherini: “La sua è una vittoria di Pirro”

25 marzo 2013

Anche il delegato alla Marina Fabrizio Lungarini è in sintonia con il sindaco Pietro Tidei in merito alle dichiarazioni rilasciate dall’ex primo cittadino Moscherini.

“La vittoria di Pirro.

Mai come in questo caso il paragone con il re dell’Epiro fu più aderente alla realtà dei fatti.

La battaglia combattuta da Moscherini a suon di carte bollate, fratture politiche e aumento esponenziale della spesa pubblica per il fermo dell’appalto e il pagamento dell’esercito di avvocati schierato contro Ministero, Sovrintendenza e Regione, ha prodotto un misero annullamento di un parere paesaggistico a distanza di tre anni dalla prima domanda avanzata.

A questo punto, secondo la sentenza e seguendo la logica Moscheriniana si sarebbero dovute predisporre due nuove istanze alla Sovrintendenza, una ex art. 146 l’altra ex art. 167 e attendere almeno un altro anno per vedere l’opera consegnata alla città.

Il tutto sub judice, visto che la sentenza del Tar è ancora soggetta ad impugnazione da parte della Sovrintendenza.

La differenza sta nell’approccio ai problemi. Litigiosità contro Efficienza.

Il sindaco Tidei mi ha conferito la delega per aprire al più presto la Marina e il sottoscritto ha seguito la strada più breve (senza peraltro abbandonare le altre vie) per arrivare all’obbiettivo.

Si è risparmiato tempo, visto che dalla presentazione della nostra sanatoria sono trascorsi soli 8 mesi; si è risparmiato denaro visto che non si sono spesi altri soldi incaricare avvocati e consulenti e si è ristabilito un rapporto di collaborazione con la Sovrintendenza, il Ministero e la Regione.

Dall’altra parte si è disintegrato un partito (il PDL), interrotti i rapporti con gli enti superiori (e le altre questioni ancora aperte in città ne sono la testimonianza diretta), dilapidato denaro pubblico e persi più di 3 anni per arrivare alla risoluzione del caso.

Troppe le truppe perse sul campo per cantare vittoria, Moscherini.

La storia di Pirro insegna: “un’altra vittoria così e sono rovinato” disse il re ad Eraclea”.

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