Le radici si possono tagliare o rivitalizzare: amici politici a Voi la scelta .

1 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata in redazione dal signor Stefano Cervarelli. “Negli ultimi tempi Civitavecchia si è racchiusa nel dolore per la scomparsa di tre suoi illustri rappresentanti, che onore e vanto hanno donato alla città in campo sportivo. Parliamo di Oscar Barletta, Raul Di Gennaro e Giuseppe Guerrieri: personaggi che, oltre ad essere uomini di sport di primissimo rango, hanno rappresentato un esempio e un punto di riferimento nella vita per tutti i loro atleti e per le persone che hanno avuto il piacere di stare loro accanto. Maestri di sport e di vita la cui dimensione agonistica e sociale non si esaurisce certo con la loro scomparsa, ma al contrario si proietta nel futuro con il ricordo delle loro gesta e dei loro insegnamenti. Un’eredità quindi per tutti noi, che deve però servire da monito ed indurci a riflettere su di un tema che con il passare del tempo acquista sempre più attualità: quello della memoria dello sport civitavecchiese. Non è certo il caso di ripetere concetti che riportano alla conoscenza del passato come elemento di comprensione del presente e progettazione del futuro: sarebbe offendere l’intelligenza di chi legge. Concetti sacrosanti che non possono assolutamente essere sviliti dalla mancanza di un’attuazione pratica. Discorsi e promesse fatte nelle occasioni ufficiali e davanti ai taccuini dei giornalisti lasciano il tempo che trovano se poi non hanno seguito, mettendo in atto strumenti attuativi che portano alla realizzazione di una struttura utile, tra l’altro, a riconquistare un’identità lontana nel passato, contribuendo, in tal modo, a rinfocolare la “civitavecchiesità “ della quale essere orgogliosi. Certo, perché la memoria, di qualunque cosa si voglia ricordare, va creata; non ci può più affidare ai “ …mi ricordo…” “…mi sembra…” “…mi pare che…”. Viviamo in “tempi rapidi” in cui tutto viene consumato in fretta per far posto a nuovi eventi, nuove emozioni. Figuriamoci se si può più parlare di conservazione mentale e memoria orale ben sapendo, tra l’altro, di come le cose riportate arrivino distorte . Dobbiamo essere grati all’Associazione Storica Civitavecchiese che, con il suo lavoro conserva, mantenendo inoltre viva e appassionando tante persone, la storia della nostra città. Così come all’Associazione Fotografica Civitavecchiese che sempre più svolge un lavoro importante con la raccolta e conservazione delle immagini dei momenti più significativi della vita cittadina. Ma c’è un’altra realtà che ha in sé una dimensione umana e che di questa racchiude tanti aspetti: sociali, culturali, popolari, privati e collettivi: è la realtà sportiva. Entrare nello sport è come entrare in un mondo del quale, all’inizio, non si ha la percezione della sua vastità e multiformità. Vi siete mai chiesti quante discipline sportive si praticano nella nostra città? Sapete quante società sportive esistono? Quanta gente fa sport? Quanti civitavecchiesi hanno indossato la maglia azzurra? Quanti nostri concittadini hanno partecipato alle Olimpiadi? E di tutto questo movimento dei successi raggiunti, delle imprese dei nostri campioni non deve restare traccia ? Purtroppo lo sport, negli ultimi anni, è rimasto sempre relegato dalla politica nostrana in posti poco ”visibili”. Certo ci sono altre attività che meriterebbero la stessa considerazione, ma qui adesso noi ci occupiamo di sport con la speranza di non vederlo  considerato un parente povero anche da questa Amministrazione, che per i suoi connotati sociali e culturali, deve essere ancora più attenta a questa realtà. Le prime a muoversi dovrebbero essere dunque le istituzioni, ma senza avere la presunzione di voler gestire direttamente loro la questione. Bisogna avere il coraggio, l’umiltà e l’intelligenza di affidare, dopo avere creato i presupposti, il lavoro a gente di sport … Le istituzioni devono attivarsi per reperire locali, dotarli di attrezzature e organizzare i presupposti logistici. Ma tutto questo non deve essere un pretesto per fare propaganda politica, o metterci etichette personali, ben sapendo che l’agire per la collettività, senza tanti proclami, non può che far ricevere il plauso della città. Voglio terminare con quanto diceva il musicista ed intellettuale prematuramente scomparso Giuseppe Sinopoli: ”Il passato è radice e motivo di tutto il presente”.

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