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Larghe Intese, Forza Italia dice stop

4 febbraio 2014

Bocce ferme: il candidato si decide poi. Prima bisogna capire qual è il confine della coalizione. Angelo Fazzone, coordinatore regionale da pochi giorni di Forza Italia, non ha snobbato Civitavecchia, nonostante il fresco incarico gli abbia rovesciato sulle spalle non poche grane. Ed è venuto qui per dire poche ma chiarissime cose: primo, il tempo delle larghe intese, che del resto non sta brillando neanche nei palazzi romani, può dirsi finito anche a livello locale. Secondo, il candidato sindaco va scelto nel novero di coloro che amano la città e che, possibilmente, abbiano un chiaro pedigree di centro-destra. Sembrano due ovvietà, ma sull’altro versante del centro-destra sono suonate come eresie. È qui, soprattutto intorno ai portabandiera locali di Fratelli d’Italia e con il “damose da fa” moscheriniano, che si stava creando la noce di una riedizione delle Larghe Intese vincenti nel 2007, questa volta però in salsa assai più portuale. Uno schieramento per la verità risicato, cui il Nuovo Centro Destra non aveva ancora dato né il suo aperto dissenso, né il suo convinto dissenso. Finché il ritrovato interventismo di Forza Italia, coagulatosi attorno al club fondato da Pasquale Marino insieme con altri storici rappresentanti di questo fronte politico, non ha scombinato i piani. E ora? Occorre dire che il gruppo che si stava coagulando attorno all’ipotesi di candidatura di Massimiliano Grasso si ritrova la strada sbarrata. Forza Italia non solo ha ripreso un ruolo centrale nella coalizione, ma anche dettato regole abbastanza chiare. Non solo: a dimostrazione della estrema fermezza nel portare avanti una politica nuova a Civitavecchia, sta pure dettando l’agenda. Come si evince dal comunicato diffuso da Marino, ”entro breve sarà convocato un tavolo ristretto tra gli esponenti delle formazioni politiche (Ncs, Fdi, liste civiche di sostegno, ecc.) che condividano l’impostazione della coalizione con Forza Italia Capo Fila”. Quanto basta insomma per azzerare quanto finora emerso durante le riunioni romane fin qui tenutesi. Particolare, quello della “romanità” della prossima candidatura del candidato di centro-destra, davvero curioso: i sostenitori delle due fazioni in lizza (l’altra è quella che ha chiesto all’imprenditore quarantenne civitavecchiese Andrea D’Angelo un impegno personale a guidare la coalizione) sostengono entrambe che l’altra non è espressione del territorio. Alla fine, probabilmente, questo sarà un argomento da abbandonare del tutto, per passare finalmente al nocciolo della questione: con un centro-sinistra spaccato in almeno due parti e un governo nazionale che non rappresenta certamente il miglior spot sull’efficacia delle larghe intese; con l’esperienza ancora fresca delle modalità con cui si è perso il ballottaggio con Tidei, al termine di una consiliatura davvero logorante; di più, con le elezioni (per ora “solo” quelle europee) alle porte: è proprio il caso di andare discettando sull’esigenza di varare ancora larghe intese?

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