Ladispoli. Al via il progetto “Proteggiamo il nostro mare”

21 marzo 2014

“Visto che a Ladispoli abbiamo già la riserva protetta del WWF al Bosco di Palo e la Palude di Torre Flavia (una zona umida di grande importanza per la tutela dell’avifauna migratoria per la conservazione di un ultimo lembo dell’antica maremma laziale) perché non creare una Riserva Naturale Marina Protetta anche nel Golfo di Ladispoli?”: questa la proposta avanzata dalla consigliera Maria Concetta Palermo e dal delegato per il Controllo delle Acque Marine, Flavio Cerfolli durante l’inaugurazione del progetto per la gestione sostenibile del Mediterraneo GREAT Med,“Generating a Risk and Ecological Analysis Toolkit for the Mediterranean” presentato presso l’Università La Sapienza.

“Durante la presentazione – ha proseguito Cerfolli – abbiamo illustrato le varie problematiche relative all’erosione della costa ed i grandi problemi conseguenti alla pesca illegale da parte di pescherecci provenienti da zone non identificate limitrofe la città di Ladispoli. Questi utilizzano le reti a strascico che distruggono la prateria di posidonia nel litorale di nostra competenza. Inoltre la realizzazione di una Riserva Naturale Marina Protetta anche nel Golfo di Ladispoli è stata immediatamente presa in esame dal professor Cherubini del Dipartimento di Architettura e Progetto – DIAP – dell’Università La Sapienza, che ci ha chiesto un incontro nei primi giorni di aprile. Insieme verificheremo la possibilità di realizzare insieme ad un gruppo di studenti universitari un eventuale grande progetto relativo. Per la città di Ladispoli da una parte sarebbe un incentivo per il turismo e dall’altra promuoverebbe la conoscenza della storia della nostra città a livello mondiale”.

Gli obiettivi del progetto Mediterraneo GREAT Med sono la conservazione della biodiversità, il monitoraggio ambientale e la mitigazione degli impatti negativi determinati dalle attività antropichelocalizzate sulle arre costiere del Mediterraneo. Le attività stanno beneficiando del finanziamento della Comunità Europea con un budget che supera il milione e 700mila euro (90% del totale necessario) nell’ambito della “2nd Call for proposals for standard project” del Programma “ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007/2013”. Utilizzando indicatori ecologici specifici e analizzando i rischi il progetto GREAT Med punta a sviluppare una strategia applicativa, un Toolkit, da replicare in differenti contesti costieri del Mediterraneo. Per partire verranno prese in considerazione 5 aree differenti per caratteristiche ambientali, culturali economiche e storico-paesaggistiche specifiche  come il Golfo di Cagliari (Italia), la zona costiera della Provenza (Francia), l’area di Byblos (Libano),la baia di Abukir (Egitto) e il Golfo di Gabès (Tunisia)”. Guidato dal professor Carlo Blasi il progetto coinvolge Francia, Tunisia, Libano, Egitto e Italia e durerà 2 anni durante i quali con il coinvolgimento delle amministrazioni locali si tenterà di realizzare un network al quale anche gli enti locali e le organizzazioni sia pubbliche che private potranno aderire gratuitamente dando vita ad un interscambio produttivo di know how e best practies che diano alle fasce costiere una serie di metodologie innovative e sostenibili utili per il ripristino delle condizioni di normalità e la conservazione.

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