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“La Selva Oscura di Via degli Inferi”, successo per lo spettacolo alla Banditaccia

30 settembre 2016

La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, eccezionale testimonianza della civiltà etrusca, è, come in molti sanno, un luogo di straordinaria bellezza, non a caso patrimonio dell’ Unesco dal 2004.
Se si pensa, però, che un sito archeologico già incredibilmente suggestivo di per sé possa diventarlo ancor più per mezzo della rappresentazione teatrale del viaggio di Dante negli Inferi e della sua ascesa al paradiso, il tutto acquista ancor maggior valore, sfiorando lo stupefacente.
Stupefacenti sono infatti stati i pomeriggi di sabato 24 e domenica 25, durante i quali, l’area esterna della Necropoli, Via degli Inferi, appunto, si è trasformata in scenario della pièce “La Selva Oscura di Via degli Inferi” dell’attore-regista Agostino De Angelis, il quale, ha portato magistralmente in scena, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, l’immortale Opera Dantesca.
L’ ottima performance attoriale della compagnia è stata l’elemento principe mentre ne facevano da cornice, ricreando affascinanti atmosfere, le coreografie di danza dell’ Accademia del Balletto Siciliano di Antonio Lombardo, gli effetti acustici de I Flauti di Toscanini del M° Paolo Totti e le opere pittoriche di Lorenza Altamore, Giuliano Gentile e Riccardo La Monica. Tra i gironi dei dannati, le anime purganti e i santi ha trovato spazio anche una breve sfilata della stilista siciliana Stefania Frasca, i cui abiti sono stati ispirati proprio dalla più celebre delle cantiche del Sommo Poeta.
Una manifestazione di tale levatura culturale ha visto una elevata, e peraltro meritatissima, presenza di spettatori, incuriositi dalla sua particolarità.
L’evento, in quanto itinerante, non semplice sotto l’aspetto logistico, è stato organizzato dalle  Associazioni Extramoenia e Archèotheatron, cui va un grande plauso, insieme al G.A.R. di Cerveteri che si è anche occupato della ripulitura della splendida area, e al Presidente del Consiglio Comunale di Cerveteri, Salvatore Orsomando, che sostenendo questa preziosa iniziativa ha dimostrato di avere seriamente a cuore non solo il patrimonio artistico della città ma anche la consapevolezza culturale dei suoi concittadini.
Spettatore tra gli spettatori, certo di esprimermi in rappresentanza della buona parte del pubblico, ribadisco, come già fatto di presenza, i miei complimenti per aver arricchito con così tanta arte, e quindi bellezza, questi due pomeriggi di settembre tra i millenari tumuli.

 

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