La Regione Lazio alla prova dell’acqua

12 marzo 2014

Dal Comitato per l’Acqua Pubblica di Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo. “Questa mattina la Regione Lazio avrà un’ottima occasione per rispettare la volontà popolare espressa con i referendum sull’acqua di giugno 2011; potrà farlo approvando la legge di iniziativa popolare n°31, che 40.000 cittadini insieme a 40 amministrazioni comunali della Regione Lazio hanno presentato affinché si vada in direzione di una gestione davvero pubblica e partecipata del servizio idrico. La discussione in aula consiliare, cui parteciperà, insieme al Coordinamento Regionale per l’acqua pubblica, anche una delegazione del Comitato di Civitavecchia, sarà quindi un momento cruciale affinché quel testo venga approvato senza stravolgerne i principi, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale, quindi gestibile al di fuori delle regole di mercato, e dalla definizione degli ambiti territoriali ottimali sulla base dei bacini idrografici, senza dimenticare gli aspetti che tutelano la partecipazione delle comunità locali e che incoraggiano la ripubblicizzazione delle gestioni in essere. La Regione Lazio avrà anche l’occasione per valorizzare la partecipazione dei cittadini: è infatti la prima volta che viene utilizzato lo strumento del referendum propositivo, previsto dallo Statuto Regionale. Nel caso in cui la discussione non porti, entro il prossimo 25 marzo, ad un atto deliberativo determinato in base ai principi del testo di legge n.31, andremo infatti incontro ad un referendum regionale, che darà nuovamente la parola ai cittadini, ma che comporterà anche una spesa collettiva che può essere evitata approvando la legge 31 e applicando la volontà già espressa da 2 milioni e mezzo di cittadini del Lazio in occasione dei referendum del 2011. Ancora una volta quindi parlando di acqua si parla di democrazia, ma non solo, perchè una legge che contenga i principi di ripubblicizzazione e di gestione di un servizio pubblico fuori dal mercato rappresenterebbe un passo in avanti non solo per l’acqua, ma anche per la difesa degli altri servizi pubblici locali e dello stesso ruolo degli enti locali, oggi più che mai sotto attacco. Per tutti questi motivi invitiamo tutte le realtà, i cittadini e le cittadine, le istituzioni e gli organi di informazione ad accendere i riflettori su ciò che avverrà nei prossimi giorni nella sede della Pisana e sui protagonisti di questo importante passaggio: i consiglieri regionali, che sono chiamati a discutere la proposta n°31, e le amministrazioni e i comitati, promotori di quel testo”.

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