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L’Usb attacca il Commissario e lancia un grido d’allarme

18 marzo 2014

Dall’Usb riceviamo e pubblichiamo. “La USB Pubblico Impiego del Comune di Civitavecchia lancia un fortissimo grido di allarme a tutta la citta’, a tutti i lavoratori, a tutti i partiti politici e movimenti, a tutti i possibili candidati a consiglieri e alla carica di sindaco, questo commissario prefettizio si è impadronito della città e la gestisce con decisioni unilaterali e arroganti, senza programmazione e confronto con nessuno e con notevole aumento di spese per la cittadinanza. Questo commissario prefettizio e i suoi collaboratori (sub commissari, dirigenti e funzionari comunali) vogliono inoltre affidare tutti i servizi per i cittadini in gestione ad altri enti pubblici o privati, sconvolgendo di fatto tutto l’apparato amministrativo e lavorativo per motivi di risparmio.

MA QUALE RISPARMIO?

Quello della tia 2009? Quello delle assunzioni dei suoi dirigenti? Quello dell’affidamento alla provincia di Roma (s.u.a. stazione unica appaltante) del servizio gare (servizio che continua a essere svolto dai dipendenti comunali, tra l’altro molto bravi, ma che poi passa alla provincia per la finalità del risparmio di gestione ma che invece ci costa intorno alle 300.000,00 euro annui)? Quello di affidare a privati il servizio delle operatrici socio/assistenziali ai bambini minori con handicap? Quello di dare in gestione a privati il servizio del verde? Quello di effettuare i trasferimenti di quasi tutti gli uffici e personale del comune senza l’ausilio programmatico dei rappresentanti dei lavoratori, senza mezzi e personale a disposizione, senza alcun rispetto delle norme di sicurezza e magari con atti di servizio impositivi e intimidatori? Quello di far lasciare le luci accese la notte degli uffici per la sicurezza degli stabili? Quello di consegnare le chiavi degli uffici ai vigili urbani che sono costretti ad aprire e chiudere gli stabili comunali?

SI SPENDE IL DOPPIO DI PRIMA E SI CREA TANTISSIMO STRESS AI LAVORATORI E ALLA CITTÀ SENZA AVERE UN SENSO LOGICO O UN PROGRAMMA CONDIVISO.

Come si può permettere ad un commissario prefettizio, che tra l’altro non conosce la realtà territoriale e tra due mesi deve abdicare, di scegliere a suo piacimento politico e gestionale le nostre situazioni di vita sociale e lavorativa?”

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