Inquinamento. Polvere d’alluminio ad Aurelia

25 febbraio 2014

Polvere d’alluminio in un capannone ad Aurelia di proprietà della Cpc. È quanto hanno scoperto gli inquirenti a seguito della segnalazione di numerosi residenti della zona. Nelle scorse settimane, alcuni cittadini hanno notato che nel cortile del capannone c’era un grosso cumulo di una sostanza di colore nero, che sembrava carbone. Preoccupati per i possibili effetti inquinanti del materiale, il gruppo di residenti ha effettuato diverse segnalazioni, rivolgendosi alla Polizia Locale, alla Guardia Forestale e alla Procura della Repubblica. Nel frattempo, il cumulo è stato spostato dall’esterno all’interno del capannone, di proprietà della Cpc, affittato alla Cilp, azienda che opera nel porto. A seguito delle segnalazioni, la Polizia Locale ha interpellato alcuni tecnici specializzati della Asl, che a seguito di un sopralluogo nella struttura, hanno constatato che il materiale non era carbone, ma polvere d’alluminio, una sostanza altamente inquinante utilizzata per le smaltature dei servizi sanitari. La Magistratura ha subito aperto un’inchiesta, convalidando il sequestro del capannone da parte della Polizia Locale. Sul registro degli indagati sarebbero state iscritte tre persone, tra le quali il proprietario del capannone e chi ha materialmente eseguito lo spostamento del cumulo dall’esterno all’interno della struttura. Le ipotesi di reato che dovranno essere verificate riguardano l’inquinamento ambientale, provocato dalla polvere d’alluminio nel caso in cui fosse stata dispersa dal vento o fosse finita nelle falde acquifere, e la mancata autorizzazione allo stoccaggio della merce,
capire cioè se la struttura sia adibita ad ospitare la sostanza, e perchè, in caso contrario, abbia ricevuto quella destinazione d’uso.

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