Incidente carboniera, Luciani: “una morte che non doveva avvenire”

24 marzo 2014

“La tragica morte dell’ufficiale di bordo della carboniera ci addolora profondamente e doppiamente”. È quanto dichiara il presidente della Compagnia Portuale Civitavecchia Enrico Luciani, che interviene sull’incidente che è costato la vita a Vyachcslav Vershinin, 58 anni, primo ufficiale della carboniera Blak Pearl, improvvisamente investito e sommerso in una stiva da un cumulo di carbone, nel corso delle operazioni di discarica. “Morire per il lavoro, nel ventunesimo secolo – afferma Luciani – è qualcosa che fa male, che proietta l’umanità indietro di decine e decine di anni, quando le tutele per le classi lavoratrici erano pressoché inesistenti. Morire in un contesto come quello della discarica del carbone al servizio della centrale fa ancora più male. Lo fa perché rappresenta una sorta di beffa per quanti, come noi, come la società Minosse e come la stessa Enel, hanno voluto fare in modo che le operazioni di discarica avvenissero nel modo più sicuro possibile per le maestranze impegnate. Non credo di poter essere smentito se affermo che il Documento di Valutazione del Rischio, redatto unitamente alla società Minosse e ad Enel, rappresenti uno strumento assolutamente all’avanguardia e da prendere ad esempio per quanti avranno, nel nostro Paese o altrove, la necessità di svolgere quel genere di operazioni. In quel D.V.R. abbiamo voluto mettere al centro l’esperienza maturata in anni e anni di lavoro, la perfetta conoscenza, nostra e dei nostri padri, dei rischi che possono essere corsi nelle operazioni di discarica delle navi di carbone, soprattutto nelle fasi che riguardano la pulizia delle stive. Per questo motivo questa morte fa ancora più male. Perché l’ufficiale non doveva essere nella stiva a svolgere quelle operazioni, peraltro alle 3 del mattino. Non era una sua mansione, non aveva una adeguata esperienza. Perdere la vita lontano migliaia di chilometri da casa, dalla famiglia e dagli affetti è tristissimo. E proprio alla famiglia dell’ufficiale ucraino vogliamo inviare simbolicamente il nostro abbraccio”.

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