Porto di Civitavecchia

Inchiesta porto, giovedì i primi interrogatori. Si cercano collegamenti con il Mose

17 Giu 2014

Inizieranno giovedì prossimo gli interrogatori davanti al magistrato delle persone indagate per la vicenda dei lavori di prolungamento dell’antemurale al porto di Civitavecchia. Martedì scorso, come si ricorderà, erano stati proprio gli avvocati Pier Salvatore, Francesca e Alessandro Maruccio, Daniele Barbieri e Mauro Mocci a chiedere che i loro assistiti venissero ascoltati il prima possibile dai coordinatori dell’inchiesta, il procuratore capo Gianfranco Amendola e il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice. Questo, come spiegato in quell’occasione dai legali difensori, per fare chiarezza sulla vicenda nel minor tempo possibile, considerata anche la presenza di molte maestranze rimaste senza lavoro a causa del sequestro del cantiere. I magistrati interrogheranno gli indagati direttamente in Procura, dandogli la possibilità di fornire la loro versione dei fatti. Giovedì mattina, in particolare, saranno sentiti i due indagati civitavecchiesi assistiti dall’avvocato Daniele Barbieri. Il legale ha reso noto che entrambi presenzieranno davanti agli inquirenti soprattutto per chiarire due aspetti. Il primo riguarda le cave da cui è stato estratto il materiale per i lavori del porto, che secondo gli inquirenti non erano autorizzate; il secondo riguarda invece la qualità dei materiali utilizzati, che secondo la Magistratura non erano idonei. Due aspetti sui quali, comunque, gli avvocati dei civitavecchiesi si sono già espressi la scorsa settimana con una nota stampa congiunta, in cui hanno affermato che, sin dalla fase di approvazione dei contratti di fornitura, il materiale estratto da cave legittimamente autorizzate era sottoposto a costante carotaggio ed analisi. Il lavoro degli inquirenti, intanto, continua. I magistrati, in particolare, starebbero cercando riscontri su un collegamento tra l’inchiesta del porto di Civitavecchia e quella riguardante il Mose di Venezia, che ha portato all’arresto di numerose persone con ipotesi di reato che vanno dalla frode fiscale alla corruzione. Il presunto legame tra le due vicende scaturirebbe dal fatto che tre delle grandi imprese coinvolte nell’indagine dei lavori per il prolungamento dell’antemurale sono implicate anche nello scandalo delle dighe veneziane. Si tratta delle società Itinera, Pietro Cidonio e Grandi Imprese Fincosit.

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