Il Popolo della Città chiede chiarezza sull’ossidatore termico

26 marzo 2014

Dal “Popolo della Città”, riceviamo e pubblichiamo.

“Sulla vicenda, tornata nuovamente alla cronaca dopo l’allarmante risposta del sottosegretario alla Difesa all’interrogazione parlamentare dell’On. Marta Grande sulla paventata ipotesi di un “inceneritore” per la distruzione delle armi chimiche al Centro Tecnico Logistico Interforze (CETLI) NBC di Civitavecchia, scende in campo il presidente dell’associazione cittadina “Il Popolo della Città” Antonio Cacace. Sulla importante materia Cacace chiede ai candidati sindaci in primis, ai partiti politici, alle liste e movimenti collegati, di dichiarare da subito il loro pensiero sulla questione motivandolo in maniera chiara e di semplice comprensione, un impegno formale in caso di elezione su come intenderanno affrontare la situazione. Il responsabile del PdC coglie anche l’occasione per lanciare un appello a tutti i candidati di ogni ordine e grado affinchè la campagna elettorale possa avere come obiettivo primario non la classica“macchina del fango” cui abbiamo assistito negli ultimi anni e che francamente ha creato un “vuoto” attorno alla politica con la disaffezione del cittadino che “schifato” ha preferito non andare a votare concedendo una facile vittoria al “partito dell’astensione”, ma il chiaro intendimento da parte di ciascuno alle progettualità che intende portare avanti in favore della città e della comunità che vogliono rappresentare in caso di elezione. Dovranno essere in primo piano le priorità e gli obiettivi di rinascita di Civitavecchia che sta vivendo un momento drammatico sotto ogni punto di vista. “Chiarezza, semplicità di espressione e obiettivi, questo chiediamo come Popolo della Città anche a nome dei tanti cittadini – dichiara Antonio Cacace – in particolare ai candidati sindaci in lizza in questa “affollata” competizione elettorale. Diciamo basta ai soliti dualismi e scontri al vetriolo al solo scopo di sminuire la figura o le figure contrapposte, quello che vogliamo vedere sono progetti, idee, propositi, buona volontà e programmi di facile comprensione e realizzazione, non chimere o manifesti di intenti allettanti ma impraticabili. Quello che chiediamo ai nostri futuri amministratori – conclude Cacace – è chiarezza sul loro futuro operato, quella che negli ultimi anni è sempre mancata e che tanto noi quanto i cittadini ricerchiamo per poter valutare e scegliere con animo leggero colui che meglio ci rappresenta alla guida della città”.

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