Il personale Aec: “no al ritorno del servizio alle cooperative”

27 febbraio 2014

Dalle lavoratrici del servizio Aec riceviamo e pubblichiamo. “Il Servizio AEC una decina di anni fa era sotto cooperativa e di fatto le operatrici si trovarono costrette alle cause di lavoro con tanto di avvocati per la salvaguardia di salario e diritti. Il Comune, con buona scelta, collocò il servizio prima nell’Etruria Servizi e poi in Ippocrate, ora invece la Pubblica Istruzione mette in discussione il servizio AEC e in una relazione dice “ pur sottolineando la validita’ qualitativa del servizio reso – che viene svolto positivamente dagli operatori e dagli educatori della soc. Ippocrate – per cui non si rilevano inadempimenti contrattuali -, si precisa tuttavia che sulla base di una ricerca di mercato di carattere informale curata di recente dalla pubblica istruzione, il costo del servizio sia pari a 25 euro per ogni assistito iva inclusa, mentre in altri comuni e’ nettamente inferiore.” Che significa tutto ciò? Che il comune ha intenzione di rinegoziare il contratto di servizio con Hcs e Ippocrate fino a spendere soltanto 18,00 euro  procapite riducendo il costo del lavoro  e con la prospettiva di affidamento a Cooperative per riduzione dell’IVA dal 22% al 4%. In contemporanea però lo stesso Ufficio Pubblica Istruzione suggerisce all’HCS di istituire nel Servizio AEC la figura obbligatoria di un coordinatore tecnico con contratto a tempo determinato che però di fatto aumenterebbe la spesa del personale affrontata dalla soc. Ippocrate e quindi dall’HCS che sta invece togliendo i contratti a tempo per sanare la crisi societaria e il rischio di fallimento. Una bella ambiguità da parte del comune, quasi un ricatto, e  le lavoratrici ormai  sono veramente stanche di avere salario molto basso (circa 6 euro all’ora delle 25 che il comune spende) e di pensare che qualcuno le voglia far tornare in cooperativa  con ulteriore pericolo dei loro diritti a favore del profitto del privato. Tra  l’altro la soluzione del costo del lavoro ridotto non può essere inferiore a quello di legge pertanto ciò costituirebbe illegittimità sicuramente da impugnare sindacalmente”.

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