scuola media santa marinella

Scuole a rischio per il prossimo anno scolastico.

“Siamo alle solite: si prospetta un altro anno scolastico difficile a Santa Marinella.  Quanti altri studenti saranno costretti a migrare da una scuola all’altra? Non bastava aver chiuso Vignacce novembre scorso per inagibilità, ora l’impianto termico della scuola media ex Carducci è completamente da rifare.
I provvedimenti a riguardo procedono molto lentamente o forse non procedono affatto.
Per Vignacce il progetto di rifacimento doveva essere consegnato da mesi. Dov’ è? Qualcuno lo ha vagliato? Perché nessuno ne parla? L’assessore ai lavori pubblici Bronzolino continua a sostenere che tutto va bene.  Rassicurazioni risibili visto che il plesso non è stato più riaperto.
E ancora: il 26 maggio viene affidato l’incarico per riprogettare l’impianto di riscaldamento della scuola media: il vecchio è ormai irrecuperabile. La cifra ipotizzata è di 375.000 €, senza il riscaldamento della palestra.
Speriamo che sia tutto pronto per Il 15 novembre, data prevista per la riaccensione dell’impianto. Le passate esperienze non rendono ottimisti.
Se anche questi interventi andassero a buon fine resterebbero una goccia nell’oceano a fronte della grave situazione recentemente illustrata dal servizio RAI che mostrava una scuola fatiscente e ridotta a colabrodo. Immagini ampiamente diffuse dalle pagine FB che hanno umiliato i santamarinellesi, attoniti di fronte a tanto scempio, ma che non hanno minimamente scosso chi di questo scempio è responsabile.
Faremo in tempo a sanare queste situazioni o, per il prossimo anno scolastico, si prospetta lo smembramento della scuola di S. Marinella su tutto il territorio? E a quale altissimo costo?
Questo è il risultato di 10 anni di amministrazione Bacheca. Nessuna pianificazione coerente degli interventi di manutenzione ordinaria che ci avrebbero permesso di non arrivare allo stato in cui siamo. Anni di sollecitazioni inascoltate: dei genitori, dei dirigenti scolastici, delle forze politiche. Una scaletta delle priorità che pone spese improduttive e clientelari prima della scuola.  Tutto questo deve finire”.

Comunicato da Il Paese che Vorrei.

 

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