Il M5S interviene su Hcs

21 marzo 2014

Dal Movimento 5 Stelle, riceviamo e pubblichiamo.

“Il Movimento 5 Stelle prende atto che una delle soluzioni da noi proposte per ovviare ai problemi di bilancio di HCS, è stata fatta propria dai liquidatori. Ci teniamo però a sottolineare che appoggiamo completamente i lavoratori che pretendono di conoscere in che termini e in che modalità verranno “limati” i loro stipendi, quanti e che tipo di lavoratori sarebbero coinvolti da questi tagli (quando si taglia si comincia dall’alto, dai manager e dirigenti, non dalla base che a mala pena riesce ad arrivare a fine mese!). Non si può pretendere “responsabilità” da un lavoratore a 700 euro part-time. 

Inoltre ci troviamo perfettamente d’accordo con quelle sigle sindacali che con forza chiedono un serio piano industriale che nè l’amministrazione Moscherini nè tanto meno l’amministrazione Tidei si sono mai preoccupate di mettere in campo. Sosteniamo, quindi, ancora una volta la necessità di partire da un piano industriale che preveda: 

  • eliminazione degli sprechi e le perdite di denaro pubblico (anche attraverso la creazione di una nuova società e la riassunzione in essa di tutto il personale ma con stipendio tabellare sulla base delle diverse figure e in accordo alle necessità societarie; nonché mansioni ben definite in pianta organica); 
  • riprogettazione del servizio di raccolta dei rifiuti, passando alla differenziata e puntando al riuso e alla rivendita del materiale differenziato;
  • reperimento di fondi europei per la costruzione dell’impianto TMB dimensionato sulle necessità di Civitavecchia e del comprensorio;
    • attivazione di servizi di Argo che permettano di coprire anche il turismo religioso;
  • individuazione di modalità di partnership percorribili tra port mobility e argo;
  • migliorare la gestione della Ippocrate che dovrà tornare ad avere alto margine positivo come avviene in tutti i servizi farmaceutici;
  • introdurre l’audit interno;

Quindi diciamo certamente SI all’eliminazione di privilegi ingiustamente acquisiti ma un fermo NO alla svalutazione del lavoro e alla vendita dei servizi pubblici, sottolineando il deprecabile fatto che in anni di situazione problematiche, nessuna amministrazione si sia mai preoccupata di un serio piano industriale di rilancio, ma al massimo di rientro dal debito.

A questo punto l’unico fine ipotizzabile e logicamente plausibile per tali politiche è la maggiore appetibilità delle partecipate sul mercato privato: facciamo risanare il debito ai cittadini e poi vendiamo i servizi al privato. Debito che, ricordiamolo, viene, oltre che da una gestione approssimativa e da bilanci opinabili, da una sciagurata politica di assunzioni: 242 persone assunte dall’ottobre 2010 al 1 maggio del 2012 (una settimana prima delle elezioni!!!). Il fatto che il Tribunale di Civitavecchia (con Decreto del luglio 2013) nel rigettare rigettare la proposta di ristrutturazione dei debiti di HCS, abbia disposto la trasmissione di copia degli atti al Pubblico Ministero alla luce dello stato di insolvenza della Holding, apre nuovi inquietanti scenari. A tal proposito ci si auspica, visto le cifre di cui si parla, che la Procura faccia luce sulla gestione e se dovessero emergere  responsabilità sulla gestione ed amministrazione della holding, potrebbe aprire nuovi inquietanti scenari. Non può pagare sempre Pantalone! taglio degli stipendi, TIA suppletiva ecc… Il Paese ha fame di LEGALITA’!

Ringraziamo quindi la magica coppia Moscherini-Tidei: il primo ha creato il problema, il secondo, con gli stessi obbiettivi del primo (la vendita ai privati) non ha fatto niente per risolverlo. 

Infine, come da italica tradizione, il gioco sporco viene demandato ai “tecnici” anche a costo di inscenare improvvise sfiducie.”

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