Casati_Stampa_Fallarino

Il delitto Casati Stampa

20 Gennaio 2016
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Soldi, sesso e tradimenti. È forse per questi tre elementi che il delitto dei coniugi Casati Stampa è uno degli omicidi/suicidi più famosi del nostro paese. Protagonisti della triste vicenda, Camillo Casati Stampa di Soncino, un uomo molto ricco che rivendicava persino il titolo di marchese, e la sua seconda moglie Anna Fallarino. Entrambi già impegnati in altre relazioni, i due diventano amanti e decidono di sposarsi nel 1959. Una storia abbastanza eccentrica per quegli anni, ma che non desta nessun particolare scalpore. I coniugi Casati Stampa, infatti, appaiono agli occhi di tutti come una famiglia normale, ma la neo coppia di sposini in realtà nasconde gusti molto particolari. Camillo, infatti, ha alcuni problemi di impotenza e forti tendenze voyeuristiche e per questo ama osservare la moglie mentre intrattiene rapporti sessuali con altri uomini (molti dei quali pagati e scelti direttamente da lui). Oltre ad ammirarla, l’uomo fotografa Anna e racconta tutti i dettagli dei suoi incontri clandestini nei propri diari. Nonostante tutto questo, i due innamorati sembrano essere felici di vivere la propria sessualità in tal modo, e per molti anni nulla sembra turbare il loro matrimonio.

casati stampa

Nel 1970, però, qualcosa si incrina. In quell’anno, infatti, Anna inizia ad organizzare in casa alcuni festini ai quali viene spesso invitato il giovane Massimo Minorenti, uno studente che la donna aveva conosciuto grazie ad un incontro sessuale organizzatole dal marito qualche tempo prima. Camillo non ha nulla contro i festini, organizzati anche da lui, ma i numerosi inviti iniziano a fargli sospettare che tra la moglie e Minorenti stia nascendo qualcosa. Il sospetto dell’uomo diventa realtà durante l’estate quando, chiamando a casa dopo una battuta di caccia, al telefono non sente la voce della moglie ma del suo giovane amante. La telefonata cade subito e a rispondere la volta dopo è Anna, ma ormai il dubbio che tra i due non ci siano meri rapporti sessuali ma un vero e proprio sentimento d’amore diventa una certezza per Camillo. Ferito e deluso, l’uomo desidera solo morire portandosi via anche la moglie. Impazzito dal dolore, quindi, Camillo lascia un biglietto d’addio alla donna, chiedendole di perdonarlo, imbraccia un fucile e si reca immediatamente a casa. Arrivato, manda via tutta la servitù ed entra nel salone. In quella stanza spara tre colpi ad Anna, che era ancora seduta comodamente sul divano, la quale muore sul colpo. Poi punta l’arma verso Minorenti, che tenta invano di nascondersi dietro un tavolino, uccidendo anche lui. Compiuto il doppio delitto, l’uomo punta il fucile verso il proprio viso e si suicida, mettendo la parola fine alla propria follia. Arrivati sulla scena del delitto, gli inquirenti non possono fare altro che constatare i tre decessi e ricostruire tutta la vicenda grazie soprattutto ai diari di Camillo, a cui l’uomo aveva affidato tutti i propri pensieri.



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