Il Comitato di Salute Pubblica attacca la Asl Rm-F

14 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Comitato di Salute Pubblica sulla Asl Rm-F.

“Il prossimo arrivo della primavera pare aver svegliato i Sindacati dal profondo letargo in cui erano caduti da alcuni mesi.
Infatti non abbiamo letto, ad esempio, comunicati di protesta per una decisione commissariale che, a fronte del licenziamento di alcuni precari, ha sottoscritto un accordo con se stesso per erogare 60 euro all’ora più di diaria a medici della Asl Roma A da portare sulla Roma F. Nè abbiamo letto comunicati di protesta per una Risonanza magnetica acquistata da chi c’era prima a prezzi stracciati e non ancora installata, nè per l’incredibile ritardo nell’apertura del nuovo Pronto Soccorso e della nuova Rianimazione (che il Commissario non faccia comunicati roboanti gloriandosi di quanto ha realizzato il precedente Direttore Generale!) nè per la perdurante inutilizzazione della nuova sala mortuaria e della nuova farmacia (sempre realizzata da chi c’era prima, esattamente come il nuovo Pronto Soccorso di Bracciano) nè per la non apertura del reparto di chirurgia donne la cui ristrutturazione, a spese Fondazione CaRiCiv e sempre su progettazione di chi c’era prima, è terminata da molti mesi.
Ma non aveva dichiarato che sarebbe andato in Regione a sbattere i pugni sul tavolo della sua amica presidente, oggi parlamentare PDL visti i brillanti risultati ottenuti in Regione Lazio, per ottenere ciò che era stato negato a chi c’era prima?
E che dire dell’annuncio del Registro Tumori? Sempre parole. Non abbiamo visto un piano e non abbiamo conosciuto i costi, solo annunci. Non è che si è fatta la solita splendida operazione mediatica degli annunci a vuoto tanto per tenere buoni tutti? D’altra parte i maestri di questo Commissario sappiamo chi sono. Non ha considerato il Commissario che invece di parlare di Registro Tumori sarebbe meglio utilizzare i pochissimi soldi che ci sono per far funzionare l’ospedale? Sai che soddisfazione spendere per registrare il numero dei malati (come già fa l’ASP) per poi farli curare lontano da casa! Non è che aveva ragione quell’altro, quando diceva no ad un Registro Tumori distrettuale nella situazione data?
Ebbene si, Sig. Commissario! Su di una cosa ha ragione: la sanità che cambia va toccata con mano e non letta solo sui giornali. Nel generale silenzio e nell’acquiescenza dei più, noi l’abbiamo toccato con mano questo cambiamento, questo prima di adesso, e ci siamo bruciati la mano, una mano che siamo stati costretti a farci curare lontano!”.

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