Il centrodestra s’è desto

11 novembre 2017

Documento unitario per “Salvare Civitavecchia, risvegliandola dall’oblio a 5 stelle”.
L’area ritrova l’unità politica: steso un pre-programma, il nome verrà dopo.
Dalle ceneri dell’ultima tornata elettorale, che l’hanno relegato all’opposizione, ad una rinascita sotto una bandiera unitaria.
Il centrodestra civitavecchiese pare aver ritrovato quindi un suo assetto e l’incontro avvenuto in settimana all’Hotel San Giorgio è servito anche e soprattutto a stendere un documento d’intenti che sarà la base di ogni successivo passo. Prima d’accordo su cosa, quindi, poi su chi: qui la stella polare che conduce all’appuntamento elettorale, quando sarà.
Foto e sorrisi quindi per i firmatari del documento: per Forza Italia il coordinatore Roberto D’Ottavio e i vice Giancarlo Frascarelli ed Emanuela Mari, per Fratelli d’Italia il portavoce Raffaele Cacciapuoti, per Noi con Salvini-Lega il coordinatore Alessandro D’Amico, per Cuori italiani il rappresentante Simona Galizia, per Forza Civitavecchia il presidente Piero Pallassini, per La Svolta il presidente e capogruppo Massimiliano Grasso, oltre al consigliere comunale Daniele Perello.
Nel documento si fa riferimento alla “situazione socio-economica disastrosa a cui è stata condannata la città  all’inadeguatezza
e dal fallimento delle poche iniziative messe in atto dall’amministrazione Cozzolino”, mentre le forze che lo sottoscrivono
“convengono sull’opportunità di dar vita in da ora ad una alleanza animata dal senso di appartenenza, responsabilità e
dall’amore per la città, concorrendo insieme alle prossime elezioni amministrative”. Con l’impegno “ad un’unica coalizione che sosterrà un candidato sindaco condiviso” e soprattutto una lunga serie di “obiettivi prioritari da perseguire insieme, come punti fondamentali del progetto condiviso di governo della città”. Si va da “un’idea nuova della nostra città, della città che vogliamo”, al “Lavoro: porto terme area industriale e turismo”, individuando appunto le direttrici di una ripresa dello sviluppo
occupazionale. Per quanto riguarda l’Enel il punto di partenza è la cancellazione dell’accordo sottoscritto da Cozzolino, oltre alla necessità di riportare il controllo della qualità dell’aria sotto il controllo dell’Osservatorio ambientale.
Passaggi significativi anche sulle opere pubbliche, sul sostegno a commercio e piccole e medie imprese, sulla sicurezza con un netto no al piano Sprar sugli immigrati. Sui servizi pubblici locali si fa riferimento a “l’apertura della loro gestione a privati che il Comune controllerà con nuovi contratti di servizio che consentano di ridurre i costi” e migliorare “la qualità dei servizi erogati”,
con ulteriori capitoli del programma dedicati poi al sociale (“impegneremo fondi adeguati, tenendo in debita considerazione
le condizioni delle famiglie civitavecchiesi” scrivono i firmatari) e sport, cultura ed educazione civica.
E chi paga? “La copertura finanziaria degli interventi a carico del bilancio sarà garantita dal recupero di oltre 5 milioni l’anno
sulla spesa corrente derivanti dal passaggio della gestione del servizio idrico, dalle nuove convenzioni con Enel e Porto”, oltre
agli importi derivanti nel tempo dalla ripresa dell’edilizia grazie al piano di rilancio e alla “rinegoziazione dei derivati in essere”.

 

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