Iacomelli (Avis): “il centro trasfusionale è fondamentale per salvare una vita”

21 gennaio 2014

“Abbiamo pensato di riunire i presidenti delle Avis del territorio, Tolfa, Allumiere, Cerveteri e anche il provinciale di Roma, per riflettere insieme su una proposta da portare all’Avis Regione Lazio”. È quanto affermato dal presidente dell’Avis di Civitavecchia Nicoletta Iacomelli durante l’incontro svoltosi ieri pomeriggio alla Compagnia Portuale sul futuro del centro trasfusionale dell’ospedale San Paolo. Un futuro pieno di incognite e preoccupante secondo il presidente Iacomelli. “Ancora non siamo convinti – afferma il presidente Iacomelli – di questa proposta che ci è stata fatta della Regione Lazio con la soppressione del centro trasfusionale dell’ospedale San Paolo. Torno a ripetere: non sono a rischio le donazioni, e neanche i nostri donatori. Siamo preoccupati della struttura sanitaria dell’ospedale di Civitavecchia, di tutte le attività all’interno dei reparti che vedranno in meno il liquido vitale che è il sangue. Quindi tutte le attività che si svolgono all’interno dell’ospedale sono a rischio, dalla chirurgia vascolare, all’ortopedia, dalla medicina al Pronto Soccorso. Il nostro è un grido di allarme a tutto il territorio per pensare a una proposta diversa. Noi sappiamo – spiega il presidente dell’Avis di Civitavecchia – che quattro sacche di sangue universale, ossia del gruppo zero negativo, non sono sufficienti per le urgenze e le emergenze. Siamo altresì convinti che quando una persona viene ricoverata al Pronto Soccorso ha necessità di conoscere il proprio gruppo, che il sangue sia lavorato nell’immediatezze e che ci sia l’assegnazione in loco. Al contrario, si perde un’ora per portare la provetta al San Filippo Neri, e un’altra ora per portare la sacca all’ospedale di Civitavecchia. E, in due ore, un paziente può anche morire”.

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