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I Medici per l’ambiente e la salute preoccupati per il futuro del centro trasfusionale

18 febbraio 2014

Lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti i medici per l’Ambiente e la Salute di Civitavecchia esprimono tutta la loro preoccupazione in merito all’ipotesi della chiusura del Centro Trasfusionale dell’ospedale San Paolo. Questo il contenuto della missiva.

“Al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
e p.c.
alla Procura della Repubblica di Civitavecchia
al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
al Ministero della Salute

Presidente Zingaretti,
i medici per l’Ambiente e la Salute di Civitavecchia Le scrivono questa lettera aperta al fine di prendere in considerazione il reale grande impatto negativo che potrebbe avere per Civitavecchia ed il suo Comprensorio, la chiusura del Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Paolo.

Pur comprendendo che la trasformazione in centro di raccolta sangue sia la diretta conseguenza della applicazione di una Direttiva Europea e di un accordo nella Conferenza Stato-Regioni, non si può in alcun modo ignorare che, in questa area, ci sono situazioni che ostacolano fermamente l’applicazione di questa stessa direttiva, al fine di salvaguardare la salute della popolazione.

La presenza a Civitavecchia di svariati depositi di olii minerali e la presenza di due centrali termoelettriche, ha fatto riconoscere dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’esistenza di un rischio importante di grave incidente industriale; tale pericolo è reso ancora più grande dalla poca distanza tra di loro degli stabilimenti a rischio e il conseguente possibile effetto domino con incidenti a catena (1).
Il grande Porto di Civitavecchia, inoltre, fa includere la città nelle aree a rischio di incidente rilevante nei porti industriali (2).

Infine, l’ulteriore presenza sempre nel territorio del Comune di Civitavecchia, nel Comprensorio Militare di S. Lucia, del Centro Tecnico Logistico Interforze (Ce.T.L.I) NBC, di 18.000 proiettili contenenti iprite (Atto Camera 4/12348, risposta Ignazio La Russa), una sostanza estremamente tossica, fanno comprendere che, se si verificasse un importante incidente industriale, la richiesta immediata di sangue potrebbe essere enorme e mai sufficientemente compensata da eventuali scorte anche se di numerose unità.

Il ritardo nella somministrazione di sangue in un paziente che ne ha estrema necessità, ne può compromettere la vita. Nel caso di un numero elevato di soggetti che ne abbiano contemporaneamente bisogno, come nel caso di un grave incidente industriale, l’impossibilità a far fronte ad una notevole richiesta di sangue in tempi rapidi, ancor più di notte ed in condizioni metereologiche avverse, rimane palese.
La recente Esercitazione anti-terrorismo Polizia – Aeronautica Militare (3), lascia immaginare quanto sia attuale il rischio di un attacco terroristico ad impianti strategici e, quindi, quanto sia più che auspicabile essere altamente preparati ad affrontare quelli che potrebbero sembrare rischi molto improbabili.

Certi che una decisione sulla chiusura del centro trasfusionale non potrà non tener conto di questa grande e riconosciuta situazione di rischio potenziale per la salute della popolazione, condizione che minimizza la spesa necessaria al mantenimento del centro trasfusionale stesso, siamo veramente fiduciosi che il Valore della Vita e della Salute pubblica rimangano al primo posto di ogni politica”.

Cordiali Saluti
dr. Giovanni Ghirga
Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente
(Referente per Civitavecchia)

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