I diportisti lanciano il grido d’allarme

21 marzo 2013

Sensibilizzare le autorità ma anche l’opinione pubblica su un tema così importante per la nostra città come il diportismo. Un tema lasciato in secondo piano ma che invece, secondo i diretti protagonisti potrebbe dare, anche in fatto di occupazione, nuova linfa ad un settore che sta pagando, come altri, una crisi senza fine. “Il diportismo – esordisce il presidente dell’associazione Pianeta Mare, l’avvocato Alessio Fabi – è un settore importante anche per l’economia della nostra città, eppure ci troviamo di fronte ad un muro di gomma, dove nessuno sembra interessarsi di quasi 1000 diportisti che, attualmente non hanno una casa”. Un problema vecchio che risale nel tempo senza che sia stata trovata una soluzione, quando invece basterebbe poco. “Le soluzioni ci sono – prosegue Fabi – e anche nel pieno rispetto dell’ambiente. Come associazioni vogliamo riportare all’attenzione dell’opinione pubblica questo tema, con tutta una serie di iniziative, magari istituendo anche un premio per una tesi di laurea proprio sul diportismo e sulle sue ricadute occupazionali. Non dimentichiamoci questo, come del resto la possibilità di tramandare anche alle generazioni future tradizioni tipiche della marineria civitavecchiese che, proprio per la mancanza di spazi idonei rischiano di scomparire e sarebbe una grande perdita”. Sulla stezza lunghezza d’onda anche Giuseppe Tandurella, delegato al diportismo del Comune di Civitaveccchia ma anche presidente dell’associazione Quattro Venti ma da tanti anni portavoce delle esigenze dei tanti appassionati di mare che, con le loro piccole imbarcazioni hanno subito nel corso degli anni diverso soprusi. “Mi ricollego a quanto detto dall’avvocato Fabi – ammette Tandurella – perchè in questi anni abbiamo assistito a tante promesse che poi non sono state mantenute. Basterebbe veramente poco per risolvere il problema che riguarda tantissimi diportisti. Su scalo Mattuezzi ad esempio è sufficiente una nuova conferenza di servizi perchè è stato bypassato anche l’ostacolo del mancato accesso a mare: i proprietari del terreno sono pronti a cederlo gratuitamente, con tempi di realizzazione veramente breve. E poi si andrebbe a riqualificare un tratto di costa che, adesso, è abbandonato a se stesso nel pieno rispetto dell’ambiente”. Per non parlare della Darsena romana. “Qui – prosegue Tandurella – crediamo sia opportuno dare spazio anche ai civitavecchiesi e non lasciare che un pezzo di storia sia assorbita solo dal business, quando potrebbero trovarsi delle soluzioni diverse”.

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