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Hcs. Trattative ferme al chiodo, il Tribunale concede la proroga

5 marzo 2013

Gli incontri si susseguono, la tensione sale a intervalli irregolari, ma la situazione non cambia. Difficilmente Hcs potrà salvarsi dal baratro della vendita, quanto meno parziale, dei suoi “asset”. Per la verità, qualche novità è giunta: la concessione della proroga di sessanta giorni ai liquidatori, accordata dal Tribunale di Civitavecchia, per presentare il piano di risanamento. Più che di respiro di sollievo occorre parlare tuttavia di boccata d’ossigeno, che può essere utile per non rendere quello della vendita un percorso obbligato, pertanto non condiviso, con il rischio di fratture sociali e sindacali, oltre che ulteriori ripercussioni occupazionali, anche gravi. Per domani era infatti previsto un incontro decisivo, ma a questo punto i liquidatori avranno altri due mesi di tempo per stabilire, anche attraverso il dialogo con gli amministratori, che strada prendere per proporla al Tribunale. Le ultime giornate intanto hanno vissuto altri momenti di tensione. Con il sindaco all’esterno, è stato il suo vice Luciani a incontrare le maestranze quando queste si sono presentate al Pincio per protestare e chiedere chiarimenti. Luciani ha ribadito la linea di Sel, interna alla maggioranza, che non intende procedere a vendita di pacchetti di quote, ma proprio ieri Tidei è voluto intervenire ricordando che non ci sono possibilità alternative alla cessione, parziale o totale che sia. Più interlocutori altri incontri. Intanto però i servizi, in primis la raccolta dei rifiuti e lo svuotamento dei cassonetti, continuano a peggiorare. E questo è un altro segnale che preoccupa.

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