Hcs. Cgil: “Il vero flop è della giunta Tidei”

15 marzo 2013

Nuova presa di posizione della Cgil sulla questione Hcs.

“Il “flop”, mi rammarica dirlo, dopo essere stato tra i più convinti sostenitori, nella campagna elettorale della primavera dell’anno scorso, di una coalizione che comprendeva tutte le forze politiche del “centro sinistra”, intesa come possibilità di cambiamento e di riscatto per la città di Civitavecchia e per un largo territorio del quale è comune capofila, non è quello della manifestazione sindacale di ieri, come sostenuto dal Sindaco (anche perché, almeno 200 persone e non le 80 ascritte dal comunicato del primo cittadino, in un presidio organizzato in tre giorni e svoltosi sotto la pioggia, non sono poche e – in ogni caso – si è trattato della prima iniziativa propedeutica a tante altre nelle quali, dopo avere spiegato ai cittadini, attraverso una campagna di informazione, come stanno realmente le cose, contiamo di portare sotto il Pincio davvero tanta gente) bensì della Giunta Tidei.

Un’amministrazione che sta portando, a passi lunghi, verso il fallimento le società controllate e partecipate con il conseguente probabile dissesto finanziario del Comune.

Le colpe più grandi, certamente, sono dell’amministrazione precedente, guidata da Gianni Moscherini, che ha lasciato un debito impressionante frutto di politiche allegre e clientelari.

L’attuale Giunta, però, ormai da quasi un anno, sta affrontando questo “nevralgico tema”, dal quale dipende il futuro della città e non solo, con pressapochismo ed insipienza.

L’unico fatto certo – in un delirio di posizioni schizofreniche, contraddittorie e in contrapposizione tra loro e tutte dentro il rapporto tra le forze politiche di maggioranza, che continuano a pestare nell’acqua senza produrre nulla – è stato il responsabile accordo sindacale (validato dal referendum dei lavoratori) sul ricorso alla cassa integrazione per ridurre il costo del lavoro.

Quando, poi, come OO.SS., insieme ai lavoratori delle municipalizzate, per richiamare tutti ad una condotta più consona rispetto alla gravità della situazione – nella convinzione che proseguendo in questa strada si mandano a “sbattere contro un muro” i lavoratori e l’intera città – abbiamo deciso di “disdire gli accordi”, per imporre un confronto serio, diveniamo gli “irresponsabili”. Diveniamo l’alibi per giustificare tasse straordinarie e pesanti sui cittadini ed ipotesi scellerate di vendita dei servizi piuttosto che licenziamenti collettivi.

Intollerabili risultano, poi, le sistematiche pesanti accuse e calunnie del primo cittadino nei confronti di sindacati e sindacalisti, le sue provocazioni verso i lavoratori (come quella delle dichiarazioni – con le quali ha affermato che non si pagheranno gli stipendi e che si venderà Città Pulita – rilasciate ieri pomeriggio e rimbalzate al presidio creando attimi di tensione,) che rischiano di incendiare il clima e determinare seri problemi di ordine pubblico. Questione che porremo al Prefetto che ha convocato le parti per il giorno 20 marzo p.v.

Prima di quella data e di quell’incontro stiamo condividendo con le altre OO.SS. di non partecipare alla riunione convocata dal Sindaco per sabato prossimo. Riteniamo, infatti, che l’ordine del giorno della convocazione (vendita o licenziamenti) sia irricevibile.

Invito pubblicamente, nella convinzione personale che solo una coalizione progressista e di sinistra possa provare ancora a cambiare in meglio il corso delle cose, il Sindaco e l’amministrazione comunale a cambiare rotta, evitando di spianare la strada a quelle derive qualunquiste e populiste abbondantemente segnalate dai risultati delle ultime elezioni.

Li invito a ricompattare l’intera maggioranza politica che ne ha consentito l’elezione e a ripartire dai contenuti del programma elettorale. Poi, in ragione della gravità della situazione, occorrerà aggiungere delle ulteriori cose da fare. Si convochi un tavolo ampio – con le parti sociali e i grandi attori economici del territorio – e se ne discuta”.

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