Gruppo consigliare SEL: “Rivediamo la decisione di abbattere la palazzina Ferrotel”

6 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Gruppo Consigliare di Sinistra Ecologia Libertà di Civitavecchia (Giulio Agostini, Ismaele De Crescenzo e Patrizio Scilipoti) riguardante la vicenda della palazzina Ferrotel.

“A seguito della presa di posizione del Comitato quattro Porte, riteniamo utile intervenire in merito alla decisione assunta dal Consiglio Comunale di abbattere la palazzina Ferrotel, anche per spiegare la posizione dei consiglieri comunali di SEL.

Va detto prioritariamente che la demolizione è stata decisa esclusivamente per esigenze di tipo sociale, in quanto la costruzione sarà rimpiazzata con il raddoppio delle cubature da destinare appunto ad emergenza abitativa. Nessun secondo fine, quindi, ma soprattutto nessun fine di tipo speculativo.

Tuttavia, la decisione da parte di SEL di presentare un emendamento per evitare l’abbattimento in questa fase, rispondeva esattamente alle ragioni esplicitate benissimo nel comunicato del comitato Quattro Porte, che perciò condividiamo totalmente. Non ci trovano completamente d’accordo le motivazioni ascoltate in qualche intervento in Consiglio, e cioè che sanando con l’autorecupero un dato di fatto si sarebbe legittimato un atto di illegalità originario, ossia l’occupazione abusiva di un immobile: anche il giudice più retrogrado è in grado di distinguere fra un comportamento effettuato sotto la spinta emergenziale, come in questo caso, da un atto di illegalità e qui, peraltro, siamo di fronte all’occupazione di un immobile abbandonato e fatiscente, non c’è alcuna violazione di un diritto di terzi.

Ma non è questo il motivo principale che ci ha spinto a presentare l’emendamento alla delibera che, ricordiamo, riguardava la Variante 31 e non l’edificio Ferrotel il quale, essendo esterno alla Variante stessa, a nostro avviso è stato inserito nel corpo della delibera impropriamente, con una forzatura per certi versi inspiegabile: la motivazione vera è il fatto che avevamo colto l’enorme valore pubblico di un progetto di autorecupero in cooperativa, una sorta di project financing sociale già sperimentato con successo in altre realtà locali con amministrazioni progressiste e illuminate, un esperimento che ritenevamo possibile anche nella nostra città. Restiamo altresì convinti dell’antieconomicità dell’operazione di demolizione – ricostruzione, così come siamo persuasi che non possano esistere sufficienti garanzie future per gli attuali abitanti dell’edificio, pur promesse pubblicamente dallo stesso Sindaco.

Nonostante il provvedimento votato, quindi, chiediamo di ritornare sulla decisione, al fine almeno di valutare senza pregiudizi la proposta del Comitato e per questo siamo a disposizione come gruppo consigliare per ulteriori iniziative. D’altra parte, crediamo non sia sfuggito a nessuno che a seguito della bocciatura del nostro emendamento ci siamo astenuti, per protesta, anche sull’approvazione della Variante 31, che pure condividiamo nelle sue linee essenziali: un gesto di significativa valenza politica, per marcare una differenza sostanziale, non solo formale, e che la dice lunga su come la pensiamo sulla vicenda”.

 

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