Forza Nuova contro la creazione del centro di accoglienza alla “De Carolis”

25 luglio 2014
Dal responsabile FN - Civitavecchia, Mirko Giannino, riceviamo e pubblichiamo.

“Apprendiamo con grande preoccupazione che Civitavecchia sia stata identificata dal Governo (illegittimo) per creare un centro di accoglienza per immigrati nella dismessa caserma De Carolis. Forza Nuova dal 1997 si batte contro l’immigrazione e da mesi propone il blocco immediato dell’operazione “MARE NOSTRUM”che ha creato una spinta alla già immensa piaga dell’immigrazione. L’operazione MARE NOSTRUM sperpera milioni di euro dei contribuenti con il risultato di far invadere il nostro paese da milioni di disperati africani. Tutto questo accade, quando in Italia la disoccupazione è ormai arrivata al 15%, quella giovanile sfiora il 45%, ogni giorno centinaia di esercizi commerciali o ditte chiudono i battenti per l’enorme peso fiscale e la piaga più dolorosa, centinaia di nostri connazionali si sono tolti la vita per colpa della crisi e l’assenza dello Stato. Oltre 10.000.000 di italiani sono sulla soglia della povertà e 6.000.000 già ci sono. 

La situazione che vive la nostra città non è certo migliore di quella nazionale e la creazione di un centro di accoglienza a Civitavecchia peggiorerà solo le cose. Forza Nuova chiede un incontro al sindaco Antonio Cozzolino per discutere la questione e chiedere di non accettare questa imposizione da parte del Governo, che usa il grimaldello economico promettendo fiumi di euro, ma che poi saranno i Civitavecchiesi a pagare lo scotto di una decisione sbagliata.                                                                                                       Già in passato sotto l’amministrazione Moscherini è stata messa in atto un’accoglienza simile che ha portato in città un enorme incremento di spaccio, furti, accattonaggio, sporcizia, prostituzione e disordini.

Chiederemo questo incontro al Sindaco proponendo la nostra totale contrarietà a questa operazione. Ribadiamo un concetto vecchio come il mondo “ogni popolo ha la sua terra e ogni terra ha il suo popolo”.

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