FORZA NUOVA CIVITAVECCHIA DICE NO ALL'”ACCOGLIENZA BUSINESS”

24 Febbraio 2017

Forza Nuova Civitavecchia, attraverso il proprio Segretario Cittadino Mirko Giannini, dichiara la ferma ed intransigente contrarietà ad ogni ipotesi o progetto che veda la propria citta’ quale destinazione per centinaia di migranti. Sente, inoltre, il dovere morale e civico di intervenire per commentare la recente iniziativa organizzata dall’ARCI per illustrare, con la  partecipazione di esponenti dell’Amministrazione comunale di Civitavecchia e di altri Comuni del comprensorio, i presunti benefici  economici del progetto SPAR. “Tali benefici- dichiara Giannini- ricadrebbero su pochi, ma andrebbero a discapito della comunità cittadina. Come se gli scandali giudiziari sulla gestione di questi fondi non avessero già insegnato abbastanza sulla negatività di iniziative buone solo per favorire i Buzzi di turno. L’Arci a livello nazionale è da sempre in prima linea per promuovere e tutelare i diritti dei migranti a spese dello Stato; miliardi di euro ogni anno, vengono destinati per l’accoglienza degli immigrati, mentre si tagliano i fondi per i servizi sociali, la sanità e, quindi, per l’assistenza ed i diritti dei cittadini Italiani. Il Ministero dell’Interno vorrebbe far arrivare a Civitavecchia centinaia di immigrati, quasi tutti clandestini, e farli alloggiare nella caserma De Carolis; l’Arci, ritenendo la caserma poco ospitale e scomoda per i “poveri migranti”, promuove il progetto SPAR, che vorrebbe assegnare loro addirittura degli appartamenti, che sono troppo spesso un miraggio per le famiglie italiane in difficoltà. Vergogna!

 E non si dica che si vuole accogliere ed aiutare i richiedenti asilo, perché le statistiche parlano chiaro: oltre il 90% degli immigrati in questione sono clandestini che non hanno assolutamente titolo per ottenere lo status di rifugiati. Noi seguendo la linea di Goro-conclude Giannini- ribadiamo con forza il nostro “NO ” sia a chi vorrebbe trasformare la caserma De Carolis in un costoso dormitorio per immigrati ma anche a chi, come l’Arci, vorrebbe fare alloggiare questi immigrati in più comodi appartamenti o in alberghi”.

 

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