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Forza Italia, l’attesa è vana

14 marzo 2014

Fumata nera dopo fumata nera, fuga in avanti dopo fuga in avanti, riunione dopo riunione, il termine del 10 aprile si avvicina e il centro-destra è ancora senza un candidato sindaco. Cos’è il 10 aprile? È, giorno più giorno meno, il termine entro il quale presentare liste e iniziare la campagna elettorale ufficiale, la scadenza per la convocazione dei comizi che dà il via alle danze.  A ben guardare, si tratta di un pugno di giorni che ormai iniziano a diventare davvero troppo pochi per poter organizzare in maniera seria una operazione capillare di ricerca del consenso, anzi di recupero di quell’elettorato che ha già dimostrato, a Civitavecchia di saper premiare un progetto di centro-destra al governo qualora sia serio e realmente innovativo. Realtà davanti alla quale diventa ogni minuto che passa più irresponsabile l’atteggiamento di chi cerca di imporre candidature più o meno di bandiera, opponendo strenue resistenze a quella ventata di cambiamento reale che, quanto meno a livello politico, è stata portata dalla rinascita di Forza Italia in città.  Il partito azzurro continua in effetti a sentire su di sé tutta la responsabilità di dover cercare l’alleanza con gli altri, quando sondaggi alla mano è chiarissimo che invece proprio Forza Italia è l’unica formazione politica in grado di raccogliere consensi tali da far condensare, attorno a sé, una valida alternativa al centro-sinistra. E la sensazione che le candidature “di disturbo” messe in campo, talvolta con manifesti, talvolta con altri mezzi, possano essere esclusivamente il tentativo di depotenziare il centro-destra per portarlo in maniera intenzionale persino fuori dai giochi per il ballottaggio comincia a diventare evidente.  A dirla tutta, se il giochetto si protrarrà anche solo per pochi giorni, il danno rischia di essere già bello e fatto. Ed è una prospettiva che ormai la base di Forza Italia vede dietro l’angolo: per questo aumentano dal territorio le pressioni affinché i nodi che vengono affrontati a livello regionale siano definitivamente sciolti, o tagliati di netto. Anche perché l’elettorato comincia davvero ad essere disorientato, e se occorre lavorare ad una candidatura innovativa e lontana dai poteri forti, bisogna anche avere il tempo di spiegare alla gente le ragioni di una scelta. E non soltanto alla “propria” gente, in quanto a disorientamento anche a sinistra ce n’è parecchio. E chi lavora per il caos potrebbe alla fine essere punito, da una parte come dall’altra dello schieramento politico.

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