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Feuli sulle dimissioni del segretario Enrico Leopardo

20 settembre 2016

“Apprendo “incredula” dalla stampa le motivazioni per cui il segretario del Pd Enrico Leopardo starebbe pensando di dimettersi.

“Poca partecipazione”, “vorrei una direzione che mi aiuti”, queste alcune delle ragioni che sarebbero alla base della possibile decisione di lasciare la segreteria.

Personalmente vorrei ricordare al segretario che nel suo stesso partito c’è chi da mesi, come la sottoscritta, denuncia la sua pessima gestione, che ha ridotto il partito di governo della nazione ad un colabrodo a livello locale, con direzioni inesistenti, segreterie ed attivi sviliti nella loro più elevata funzione programmatica.

Per non parlare poi delle “commissioni”, fortemente volute dal segretario stesso, che nonostante le ripetute richieste interne di modifica della loro organizzazione, sono state in grado di produrre il Nulla cosmico.

Anzi, in alcuni casi neppure quello, non essendo mai state convocate.

Il suo mandato è stato caratterizzato dall’assenza totale di dialogo, di confronto, sfociato spesso in censure bulgare e metodi prevaricatori, che non dovrebbero appartenere al bagaglio politico e programmatico del Pd.

Il partito negli ultimi mesi ha perso pezzi importanti, si è chiuso alla possibilità di ricominciare a guardare all’esterno per future possibili alleanze, si è dimenticato le associazioni, i movimenti, la gente, allontanandosi in maniera netta da tutti i cittadini, nessuno escluso.

L’atteggiamento di chiusura alle critiche, alle proposte ed a qualsiasi consiglio ha fatto sì che il Pd locale perdesse entusiasmo e voglia di fare.

La sconfitta del 2014 avrebbe dovuto darci una lezione importante.

Avrebbe dovuto portarci a cambiare registro, persone, metodi.

Ma nulla è cambiato, anzi, se possibile, tutto è peggiorato.

Quindi oggi il “mio” segretario si accorge che c’è poca partecipazione?

Noto con amarezza che però sempre oggi non si accorge che il partito è governato sempre dagli stessi “giovani” ed abili soggetti.

Ecco perché non credo alle sue lacrime di coccodrillo e ai suoi “accorgimenti” dell’ultima ora.

Credo invece nella strategia, magari indicata da qualcuno, per dividere, imperare… vecchia anche questa.

D’altronde, lo ha ammesso anche lui: “non sarò io a spaccare il partito”.

Quindi ammette che c’è qualcuno che vuole farlo.

Ci dica chi è e magari prima che scadano i 15 giorni del suo drammatico esilio.

Quando un segretario non è in grado di aggregare, dovrebbe comprendere i propri limiti.

La colpa non è di chi non viene aggregato, ma di chi non sa aggregare.

Su una cosa quindi sono d’accordo con Leopardo: è necessario voltare pagina.

A partire da lui che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza”.

Lo ha dichiarato Claudia Feuli, Segretario Giovani Democratici di Civitavecchia.

 

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