Equitalia pignora Città Pulita

28 novembre 2013

Equitalia pignora Città Pulita per un milione di euro e l’Ugl scende sul sentiero di guerra. È lo stesso sindacato, tramite la responsabile locale Fabiana Attig, ad informare dell’avvenuto pignoramento e della decisione dei lavoratori iscritti all’Ugl di non garantire più il normale svolgimento delle loro mansioni. Dura presa di posizione anche da parte di Cgil, Uil e Usb. “Al fine di evitare una vertenza sociale che metterebbe inevitabilmente la città in ginocchio, sotto ogni profilo, sociale, sanitario e giuridico – afferma la Attig – chiediamo un pronto intervento del Commissario Prefettizio, affinché blocchi il pignoramento di Equitalia e contestualmente metta i liquidatori nelle condizione di elargire gli stipendi ai lavoratori. In tal modo – prosegue la Attig – si potranno garantire i servizi essenziali alla città, oltre che tutelare le numerose famiglie, che certamente non sono responsabili di quanto sta avvenendo”. Insieme all’Ugl, sempre nel pomeriggio di oggi sono scesi sul sentiero di guerra anche Cgil, Uil e Usb. In una lettera inviata ai liquidatori di Città Pulita e Argo, e al commissario prefettizio, i sindacati “denunciano la drammatica situazione che si è venuta a creare nelle società a causa del mancato pagamento degli stipendi per effetto prima dell’indisponibilità a procedere in tal senso da parte dei liquidatori e oggi a causa del blocco dei conti correnti da parte di Equitalia”. Rilevando come tale situazione configuri le condizioni per adire a quanto previsto dall’articolo 1460 del Codice Civile da parte dei lavoratori, Cgil, Uil e Usb annunciano che forniranno la massima copertura sindacale e formale alle iniziative che verranno assunte dai dipendenti. La lettera firmata da Cesare Caiazza, Giancarlo Turchetti e Francesco Staccioli si conclude con l’invito ai liquidatori e al commissario di “mettere in atto immediatamente tutte le iniziative necessarie per sbloccare questa situazione determinando le condizioni per il tempestivo pagamento degli stipendi dei lavoratori”.

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