Crisi ex-holding HCS. USB: “solo una soluzione di ampio respiro può evitare danni irreparabili a lavoratori e cittadini”

6 marzo 2014

Intervento dell’Usb sulla situazione di Hcs. “Il Coordinamento Federazione USB interviene in merito alla crisi delle Società Municipalizzate del Comune di Civitavecchia, partendo dal non dimenticare le responsabilità delle precedenti Amministrazioni Comunali e di politiche clientelari che hanno rovinato questo patrimonio comune, portandole allo stato fallimentare. Dal novembre 2012 affermiamo, in modo responsabile e unitario con Cgil, Cisl e Uil, che questa crisi, che mette a repentaglio posti di lavoro e servizi ai cittadini, non può essere gestita all’interno di Civitavecchia ma in un contesto più ampio. Non si può pensare che licenziamenti o la vendita a privati servano a risolvere il problema e ripianare i debiti; tantomeno può servire la prospettiva di dare in affidamento a cooperative alcuni servizi come il verde e l’Assistenza nelle scuole ai Bambini minori con handicap. Non possiamo più perdere tempo! Chiediamo che si apra finalmente il tavolo finalizzato alla definizione di un Piano Industriale serio e dilazionato nel tempo, concordato con la Regione, il Comune e anche l’Autorità Portuale, superando i limiti e gli errori contenuti nella famigerata delibera 37. Chiediamo questa assunzione di responsabilità alle Istituzioni, in modo da affrontare seriamente il tema di come superare l’attuale assetto societario e questo perverso modello di holding, la razionalizzazione delle risorse umane e tecniche, l’estensione dei servizi in ambito sovra comunale nonché l’utilizzo proficuo dei fondi europei disponibili e finora mai utilizzati. E’ difficile comprendere, per esempio, come in un momento di crisi dello smaltimento dei rifiuti in tutto il Lazio, non esista ancora un progetto di raccolta differenziata spinta in tutta la città insieme creazione di un sito per il compostaggio e per un separatore. Altrettanto è incomprensibile come molti ambiti, come il Demanio marittimo, il transito da e per il porto, la Ficoncella o la gestione degli edifici comunali, siano gestiti in appalto da privati invece di sfruttare le potenzialità di questi lavoratori. Questa è una proposta che siamo in grado di dettagliare nel merito; altre strade noi non ne vediamo, se non quelle che passano per licenziamenti e aumenti di tariffe, non più sostenibili per un tessuto sociale già messo a dura prova da anni di crisi. Per questo invitiamo l’Amministrazione Comunale, i Liquidatori e Amministratori delle Società a sollecitare il Tavolo Regionale e presentarsi con un piano di rilancio aziendale vero. Stiamo avviando una serie di assemblee tra i lavoratori e, non appena sapremo la data della convocazione in Regione, convocheremo un’assemblea generale insieme a quelle sigle che condividono tale percorso. Purtroppo, registriamo l’iniziativa di una sigla che, dopo averlo fatto negli ultimi giorni della precedente amministrazione, cerca visibilità con fughe in avanti che sembrano aver poco a che fare con gli interessi dei lavoratori e la soluzione dei loro problemi. Invitiamo tutti i partiti, i movimenti, le associazioni, i canditati a sindaco ad aprire un confronto pubblico con lavoratori e cittadini su un tema così importante e delicato per il futuro della città”.

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