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Concordia. Tidei ai politici del Lazio: “Fermate Clini”

18 marzo 2013

Il sindaco Pietro Tidei chiede l’intervento dei rappresentanti del Lazio a tutti i livelli per portare la Costa Concordia a Civitavecchia. Deputati, Senatori, consiglieri Regionali sono chiamati a schierarsi dopo che stamane lo ha fatto anche il responsabile della Protezione Civite Gabrielli scoprendo le carte e rivelando come il provvedimento di recente adottato da Clini sia inconsistente e contraddittorio.

Questa la lettera del Sindaco:

“La questione relativa alla prossima operazione di smantellamento della ormai tristemente nota nave Costa Concordia si sta arricchendo di un polverone di opinioni e pretese che altro non fanno che ingarbugliare di più le scelte che con estrema attenzione dovranno essere adottate.

Mi propongo con semplicità  di riportare chiarezza sulla questione senza presunzione alcuna.

Sono due le posizioni da privilegiare nell’affrontare l’argomento.

La prima è quella della salvaguardia dell’ambiente. Non si può correre il rischio di non avere pronto un sito dove accogliere la nave non appena disincastrata dallo sperone di roccia dove attualmente è appoggiata al Giglio. E’ universalmente riconosciuto che occorre togliere la nave da dov’è nel più breve tempo possibile ,per ridare il Giglio al turismo non da catastrofe,per evitare che ,con il tempo, moto ondoso e vento compiano loro l’opera imponente di disincastrare la nave . Inimmaginabile per il Paese , per il suo ambiente, per il turismo l’effetto drammaticamente nefasto che avrebbe un relitto che senza controllo incominciasse a muoversi tra l’Argentario e le sue isole. Oppure un relitto enorme di quasi 120 mila tonnellate che dovesse inabissarsi  nel bel mezzo di uno tra i nostri arcipelaghi più rinomati.

Se anche ci fossero già stanziati i fondi necessari a mettere Piombino nelle condizioni tecniche di sicurezza e di operatività per accogliere la “Concordia”,i tempi necessari a realizzare le opere sono di almeno 24 mesi nelle migliori delle ipotesi. Mentre il relitto della nave verrà recuperato entro l’anno corrente.

La seconda questione è quindi quella legata alla tempistica. Via dal Giglio la nave deve andare nel più vicino porto sicuramente pronto ad ospitarla.

Ma anche la questione dei fondi che sarebbero necessari ad approntare Piombino,non sembra una questione di poco conto. Una cifra tra i 150 ed i 200 milioni per escavi di15 metri,per realizzare piazzali necessari alla operatività dei mezzi indispensabili alla demolizione,per costruire le opere di difesa dal mare,e che il Governo non ha ancora individuato. E chissà se individuerà in tempi di doverosa spending review,e che comunque fanno ulteriormente allungare i tempi per l’eventuale approntamento di Piombino. 

Con l’indeterminazione e l’inadeguatezza degli atti sino ad ora predisposti dal Ministro Clini,anche la Protezione Civile attraverso una nota di Gabrielli ha chiaramente fatto conoscere che non potrà occuparsi di individuare un sito che già non sia pronto.

Va infine ricordato che la nave tutt’ora non è un rifiuto non essendo abbandonata ed avendo un proprietario su cui tra l’altro ricadranno gli ingentissimi costi del suo recupero ancorché destinata allo smantellamento  e che certo dirà la sua su dove destinarla.

Alla luce di quanto espresso non mi rimane che ricordare che Civitavecchia è alla stessa distanza di Piombino dal Giglio,che non ha bisogno di ulteriori investimenti per accogliere la nave avendo opere di protezione dal mare già pronte , fondali idonei e piazzali e strutture pronti.

Concludo invitandoVi ad intraprendere le iniziative che riterrete più opportune ai vari livelli (Senato, Camera, Regione) per ripensare l’azione del Governo per le motivazioni esposte alle quali si aggiunge la sottolineatura di un provvedimento last-minute preso da Clini e Monti al momento del commiato, con soprabito e cappello già indossati e porta semiaperta.

Pronto e disponibile ad eventuali confronti che si dovessero ritenere opportuni porgo i miei migliori saluti”.

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